A Colle Romito lo spreco fa scuola

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Sono stato due volte in Regione: nel primo caso sono stato identificato e schedato, nel secondo sono stato praticamente cacciato». E’ furente il sindaco di Velletri, Fausto Servadio, dopo l’episodio che, a suo dire, sarebbe accaduto lunedì sera, a margine di un atteso confronto tra organizzazioni sindacali, gruppo San Raffaele e il capo di gabinetto della presidente Polverini, Zoroddu sul futuro della clinica riabilitativa veliterna. Oltre ai vertici degli uffici regionali, erano presenti il sub commissario Spata e il direttore generale della Asl Rmh, Cipolla.

«All’incontro ero stato invitato da un comitato di lavoratori che lottano da giorni per non far chiudere il San Raffaele – dice il primo cittadino -, ma una volta entrato in Regione sono stato ricevuto nell’ufficio del capo di gabinetto Zoroddu con cui abbiamo parlato per circa mezz’ora delle problematiche sanitarie del territorio. Una volta uscito stavo per recarmi al tavolo di confronto assieme all’assessore all’Urbanistica Pocci, ma in quel momento lo stesso Zoroddu ci ha chiesto a quale titolo dovevamo partecipare al tavolo e ci ha negato l’ingresso, sostenendo che l’oggetto non era la chiusura della clinica veliterna, per la Regione già decisa da tempo, ma le modalità di attivazione della struttura di Monte Compatri allo scopo di trovare collocazione ai lavoratori del San Raffaele di Velletri». Assieme al sindaco, ha abbandonato a quel punto il tavolo anche il gruppo San Raffaele.

«Mi chiedo invece chi stavano rappresentando i sindacati durante quel tavolo – continua Servadio – visto che i lavoratori chiedevano e continueranno a chiedere la non chiusura della clinica di Velletri». Il sindaco ha ricordato poi l’audizione di domani presso la commissione Sanità del Senato alla quale, stavolta, il Comune di Velletri è stato invitato. «Ritengo inaccettabile e incomprensibile il trasferimento dei lavoratori del San Raffaele in altri luoghi e per questo daremo battaglia. Purtroppo, però, devo denunciare che si fa politica anche sulla pelle della gente». Secondo una nota della Cgil Fp Roma e Lazio, il tavolo «ha evidenziato la necessità di completare con urgenza le verifiche sulla struttura di Montecompatri impedendo i licenziamenti dei lavoratori occupati a Velletri. Va considerato, inoltre, che la struttura di Montecompatri potrebbe rivelarsi, per le attività assistenziali al momento autorizzate, non sufficiente a contenere l’intera forza lavoro presente a Velletri. Per questi motivi – oltre il fatto che non appare del tutto chiaro quali inadempienze irreversibili siano presenti nella struttura di Velletri e di gravità tale da impedirne l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria – i sindacati hanno richiesto una “moratoria” che consentirebbe di rendere completamente agibile Monecompatri con tutte le attività previste e contestualmente avviare ulteriori verifiche sui requisiti strutturali di Velletri.

La Regione ha dichiarato la volontà di approfondire il confronto con i propri uffici e si è impegnata a riprendere la trattativa attraverso una riconvocazione del Gruppo San Raffaele e dei sindacati entro questa settimana». Chiusura ancora con Servadio, indignato anche per un episodio legato alla visita di ieri del vice-presidente regionale Luciano Ciocchetti all’ospedale “Colombo” di Velletri, alle prese con gravi carenze d’organico. «Ho saputo del suo arrivo alle 13,20 e a quel punto sono andato presso il nosocomio, riuscendo ad essere ricevuto per qualche minuto durante l’incontro che Ciocchetti stava tenendo con Cicogna e Spata».

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