Residenti sempre più prigionieri del quartiere

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Dopo la tregua estiva, per i residenti di Parco Leonardo sono ripresi i “tranquilli week-end di paura”. Ossia quei fine settimana trascorsi barricati nei propri appartamenti a Pleiadi, Athena e Polis perché il traffico caotico che congestiona la via Portuense sconsiglia di mettere il naso fuori di casa. Con la ripresa delle attività e della nuova programmazione cinematografica proposta nel multiplex del comparto, oltre alle invitanti proposte di shopping dei duecento negozi del locale centro commerciale, per i 6mila abitanti di L23 avventurarsi fuori al sabato e alla domenica per una serata nella Capitale o per una passeggiata fuori porta rappresenta un prezzo troppo alto da pagare. Da Roma e da Fiumicino, infatti, si riversano nel comprensorio tanti visitatori e acquirenti che vanno a ingorgare una viabilità sempre più problematica.  

«Durante l’ultimo week-end», racconta esasperata una residente di Polis, «ho avuto conferma che è meglio restare a casa. Domenica sera, per entrare nel box assegnato, ho impiegato più di un’ora, procedendo in fila indiana fino all’ingresso dei garage». Dopo sei anni di questa “solfa” P.G., un altro cittadino, si dichiara pronto a vendere l’appartamento «dopo avere recentemente sperimentato in Toscana modelli di vita sostenibili». E l’Amministrazione, che interventi intende prendere per risolvere il problema? A questo riguardo, occorre fare un passo indietro. E tornare all’ultima commissione Urbanistica riunitasi a Parco Leonardo su richiesta dei residenti circa due mesi fa. «Il tecnico dell’Area preposta aveva detto che “tutto andava bene” e che occorrevano vigili per controllare e carri attrezzi per rimuovere le auto parcheggiate impropriamente», spiega ancora P.G..

Un metodo, però, che non ha prodotto alcun risultato apprezzabile. Il problema del blocco del traffico, diventato annoso e “vecchio” quanto il quartiere, sarebbe risolvibile costruendo una nuova e migliore viabilità. I progetti esistono, iniziando dalla realizzazione del cosiddetto Corridoio della mobilità C5. Per quest’ultimo, il protocollo d’intesa è stato firmato a Palazzo Valentini a febbraio dello scorso anno. In arrivo ci sono 22 milioni di euro per collegare Fiumicino con la Capitale. I pendolari potranno arrivare a Roma con il treno dalla stazione di Parco Leonardo, rimasta in disuso dopo il giubileo del 2000. Adesso invece dovrebbe essere costruita una strada lunga 9 chilometri riservata ai mezzi pubblici e percorsa da navette veloci su un’area dismessa della Rete ferroviaria italiana. L’accordo è stato firmato tra il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, l'assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Franco Dalia, l'amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia, alla presenza del sindaco di Fiumicino, Mario Canapini. L’accordo prevede l'acquisizione alla Provincia della competenza della aree dismesse della linea ferroviaria Rf1. Con questa intesa, Rfi concede in comodato d'uso 2,6 chilometri di sedime ferroviario dismesso, non più in esercizio. Ma il problema è: quando partiranno i lavori?

Maria Grazia Stella