Traffico illecito di valuta, 97 violazioni all’aeroporto di Fiumicino

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I militari del Gruppo di Fiumicino, competente sugli scali aereoportuali “Leonardo da Vinci” di Fiumicino e “G.B. Pastine” di Ciampino, hanno accertato, in ambito aeroportuale, 97 violazioni, corrispondenti ad un flusso di denaro contante in transito non dichiarato pari a circa due milioni e duecentomila euro, da cui è derivato, dopo la contestazione, il versamento nelle casse dell’Erario di quasi settantacinquemila euro a titolo di oblazione.

"La normativa di settore, di recente armonizzata a livello comunitario – si legge nella nota della Gdf – è diretta a contrastare il traffico illecito di valuta e, più in generale, fenomeni di riciclaggio di proventi da reato, oltre a consentire il controllo dei flussi. Essa, in particolare, prevede la possibilità di portare al seguito della persona, senza alcuna formalità, denaro contante o titoli di credito al portatore, facilmente monetizzabili, per una cifra non superiore a dieci mila euro. Per gli importi superiori, è necessaria una dichiarazione preventiva, da presentarsi all’ufficio competente della Dogana al passaggio della frontiera, la cui omissione – che ha natura amministrativa – può essere definita corrispondendo, a titolo di pena pecuniaria, una somma pari al 5% della parte eccedente l’importo di diecimila euro. Qualora si tratti di cifre superiori a 250 mila euro ovvero di soggetti recidivi, non è possibile estinguere immediatamente la violazione con il versamento del citato importo e la valuta trovata in possesso della persona fermata deve essere sequestrata, dando corso al procedimento di irrogazione della sanzione a cura del Ministero dell'Economie e delle Finanze.

E’ da evidenziare che la quasi totalità dei contesti è riferibile alla deliberata volontà di occultare la valuta – e non a casi di mera dimenticanza da parte dei passeggeri – come testimoniato dalle particolari circostanze del ritrovamento, ovvero l’accurato occultamento del denaro tra gli effetti personali, specie di calzini, in confezioni di generi alimentari, all'interno di scarpe, nonché con l’utilizzo di altri originali e sofisticati stratagemmi, da indurre a far parlare di veri e propri "corriere di valuta". 

Per quanto attiene alla nazionalità dei soggetti verbalizzati, per lo più extracomunitari, le violazioni sono state contestate a cittadini cinesi (33%), rumeni (11%), argentini (4%), egiziani (3%), libanesi (3%), ma anche italiani (9%). Ai controlli di frontiera, laddove i trasgressori abbiano "centri di interesse" nel territorio nazionale, seguono approfondimenti sulla posizione fiscale degli interessati a cura degli altri Reparti della Guardia di Finanza, ai quali vengono segnalati i singoli casi di violazione accertati.