Pista ciclabile contro il guard rail

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Una splendida pista ciclabile, nuova di zecca, che ha il lodevole pregio di collegare il quartiere di Casalpalocco alla pineta di Castelfusano. Poco più di un chilometro di levigato asfalto e apposita segnaletica che permetterà alle migliaia di ciclisti e sportivi del Municipio XIII di percorrere la Cristoforo Colombo in sicurezza, invece di pedalare accanto a macchine che sfrecciano a folli velocità. Ieri mattina Giancarlo Innocenzi, assessore all’ambiente, il presidente del Tredicesimo Giacomo Vizzani e il presidente della commissione lavori pubblici Pierfrancesco Marchesi, hanno ufficialmente inaugurato il nuovo percorso ciclabile, costato 190mila euro, fondi del Campidoglio. Fin qui le belle notizie. Si perché, la nuova pista ciclabile della Colombo ha molto in comune con altri percorsi, già realizzati nel XIII, che presentavano però gravi “difetti”. Il tracciato infatti termina proprio a ridosso di via Canale della Lingua, la strada che impedisce al momento il congiungimento della pista con quella già operativa di Casalpalocco, che costeggia la Colombo. Come fanno i ciclisti ad attraversare la strada? Il percorso infatti finisce contro un guard-rail.

Gli sportivi dunque sono obbligati ad oltrepassare il rischioso incrocio tra via Canale della Lingua e Colombo, che non è predisposto per l’attraversamento pedonale, facendo attenzione alle macchine che arrivano da tutte le parti. «Già stiamo predisponendo – ha spiegato Vizzani – un collegamento con la pista ciclabile di Casalpalocco in modo da dare continuità a questo progetto ciclopedonale e alla nostra idea di rete ciclabile sul territorio». L’idea è quella di un ponte ciclopedonale che passi sopra al canale di bonifica esistente e la messa in sicurezza dell’incrocio semaforico: i fondi, circa 20mila euro, sono ancora tutti da rintracciare. «Non si inaugura una pista ciclabile che ancora non è sicura. – interviene Alemanno Barsocchi, presidente dell’associazione Ostia In Bici – Prima si creano gli attraversamenti adeguati, poi, casomai, si apre il percorso al pubblico. Non certo dopo il taglio del nastro. È inoltre auspicabile che la pista venga illuminata perché quel tratto della Cristoforo Colombo è priva di lampioni. Andrà a finire che in pieno inverno, nel tardo pomeriggio, i ciclisti diserteranno questo tracciato. Inutile ricordare quello che è avvenuto a Tor di Valle a Roma, dove un ciclista è stato aggredito e ucciso. Quando un percorso non è sicuro, accadono sempre incidenti». 

 Valeria Costantini