Scatta la protesta dei lavoratori postali di Fiumicino

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Scatta da questa mattina lo sciopero dei dipendenti postali che fino al 30 dello stesso mese si asterranno dallo svolgimento degli straordinari per protestare contro la “scomparsa” del saldo del premio di produttività, il mancato rispetto del verbale, la carenza di personale e, più in generale, le pessime condizioni lavorative in cui sono costretti a operare.

Uffici fatiscenti dove sono in corso perenni e improvvisi cantieri, sporcizia e mancanza di igiene, temperature torride in estate e gelide in inverno tra i punti della protesta. I lavoratori che aderiscono a Cisl Slp, Uil Poste, Confsal Comunicazioni e Ugl Comunicazioni lamentano da tempo l’inadeguatezza dei mezzi e dei locali a disposizione, oltre all’assenza di qualità del servizio reso all’utenza. La protesta, che parte da Fiumicino dove ha sede il Centro meccanicizzato in cui lavorano oltre 1300 dipendenti che quotidianamente, 24 ore su 24, lavorano tutta la posta che parte dal Lazio e che viene recapitata nella regione per un volume complessivo giornaliero di 1 milione 800 mila pezzi postali trattati, si estenderà a tutte le sedi. Si annuncia così un “mese di passione” che segue a un’estate all’insegna dei disagi e dei disservizi per i cittadini che a Ostia, Fiumicino e Roma hanno subìto ritardi “drammatici” nella consegna della corrispondenza. Già il 30 luglio scorso, ovvero due mesi fa, Franco Polverino, a nome della segreteria della Cisl Flp, aveva lanciato un “ultimatum” all’azienda annunciando azioni da parte dei lavoratori in caso di mancata accoglienza delle istanze.

«Adesso, a distanza di due mesi», dichiara Polverino, «mentre al Centro di Fiumicino, dove si concentra l’80% dei problemi di tutta la Capitale, la situazione si fa critica, i dipendenti si asterranno dalle prestazioni straordinarie e dagli abbinamenti, scomparso il premio di produttività di 220 euro del 2010, mentre i promotori dell’accordo minoritario godranno di un premio di 200 mila euro». Così, se fino ad oggi i cittadini hanno lamentato “disagi e ritardi”, adesso sono avvisati: i guai in vista saranno decisamente grossi.

Maria Grazia Stella