La protesta dei nomadi cacciati

0
29

Decide di nomadi hanno protestato ieri, per tutta la mattinata, davanti all'assessorato comunale alle politiche sociali, contro lo smantellamento dell'insediamento presso via Salaria, nel territorio del municipio IV, dove erano alloggiati. Gli agenti del nucleo nomadi della polizia di Roma Capitale sono arrivati di prima mattina per effettuare lo sgombero insieme al nucleo Nae del  Gruppo IV, agli uomini della Sala Operativa Sociale e agli agenti della questura di Roma, alla presenza anche del presidente del Municipio Cristiano Bonelli.

Dopo aver fatto allontanare tutti gli occupanti gli agenti hanno proceduto all’abbattimento di 110 baracche e di altri manufatti costruiti con materiali di riciclo. I nomadi, 30 adulti e 30 minori che sono stati allontanati dall’area, hanno ricevuto l'offerta di assistenza da parte dell'Amministrazione, ma solo 3 nuclei familiari l'hanno accettata. Gli altri si sono ritrovati in strada, rimasti solo con qualche valigia di effetti personali e tanta voglia di protestare contro le decisioni, secondo loro ingiuste, dell'Amministrazione capitolina. «Rimaniamo qui finché non ci riceverà qualcuno per dirci dove dobbiamo andare – hanno proclamato i nomadi in presidio davanti all'assessorato – ci è stata offerta l'ospitalità per donne e bambini, ma noi vogliamo rimanere uniti».

Intanto gli operatori di Ama hanno cominciato le operazioni di bonifica dell'insediamento sgomberato sulla Salaria e stanno terminando quelle cominciate lunedì in via Riserva di Livia, in municipio XX, dove sorgeva un micro campo rom abusivo, mentre il Consiglio del Municipio II ha approvato la risoluzione presentata dal gruppo La Destra per procedere allo sgombero dei nomadi insediati da venti anni in via del Foro Italico 531 e la polizia di Roma Capitale, sempre ieri, ha sgomberato altri tre insediamenti. Nel primo in un'area privata in via del Calicetto, nel municipio X, abitavano 18 persone tra adulti e bambini; nel secondo, un appezzamento di terra in via Casali di San Sisto, zona Cecchignola, c'erano 19 cittadini bulgari ora denunciati per occupazione abusiva e nel terzo sono stati sgomberati 35 rumeni che avevano allestito alcune baracche con materiale di fortuna in un’area verde pubblica ubicata in via Andrea Millevoi.

Per 510 nomadi residenti del campo "River", a Prima Porta, invece, oggi è l'ultimo giorno per eleggere i propri rappresentanti ufficiali. Ad avere diritto al voto sono 343 nomadi su 510, tutti muniti di Dast (documento di autorizzazione allo stazionamento temporaneo), che eleggeranno 5 su 8 candidati, uno per ogni etnia (rumena, macedone, croata, bosniaca e kosovara). I nomi dei candidati sono affiancati alle fotografie per agevolare il riconoscimento alla parte di popolazione analfabeta. Le urne resteranno aperte fino alle 12. Lunedì, a partire dalle 10, nella sede del dipartimeto V di Roma Capitale ci sarà lo spoglio e la nomina ufficiale dei "consiglieri" eletti, che comporranno un comitato che diventerà l'organo ufficiale nei rapporti tra il campo e l'amministrazione capitolina. «L'incontro di oggi – ha dichiarato il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso – è un passo importante perché, pur non trattandosi di vere elezioni, rappresenta la partecipazione ad un processo di cambiamento. In questo modo per i nomadi è più facile esprimere le loro necessità, e per noi è più semplice spiegare loro quali sono i doveri. Questo – ha aggiunto Belviso – significa accompagnare gradualmente chi oggi vive nei campi attrezzati in un percorso che li porterà trovare un lavoro, pagare le utenze come tutti i cittadini e, col tempo, poter arrivare ad affittare un appartamento ed uscire dal campo». 

Elena Amadori