Ospedale Angelucci, pronto ricorso al Consiglio di Stato

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Sono bastate due settimane, giusto il tempo per leggere le carte in tavola e accorgersi delle vere intenzioni dell’Asl RmG. Il nuovo piano del direttore generale Brizioli si muove sulle maglie di quello previsto dal decreto 80 della Regione Lazio, con la previsione di tagli e ridimensionamenti. In sostanza le Unità Operative Complesse (UOC) previste sarebbero  Medicina Interna e Direzione Sanitaria e l'unica UOSD sarebbe la Medicina d'urgenza: tutte le altre unità verrebbero declassate in “unità semplici”.

Queste ultime afferirebbero alle UOC di Tivoli, spogliando di fatto di autonomia l’Angelucci. Verrebbe meno l'U.O.S.D. di Cardiologia, la UOC di Chirurgia viene menzionata come Chirurgia generale e non come Chirurgia generale e d'urgenza, la UOSD di Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e subintensiva sarebbe ridotta a UOS di Anestesia, la UOSD di Ortopedia e Traumatologia diventerebbe una UOS di Ortopedia. Tutti i servizi previsti potrebbero così non possedere le risorse umane necessarie a una copertura h24, facendo mancare tutti i requisiti primari di quello che era il vecchio ospedale. Salta subito agli occhi la differenza delle sorti dei due nosocomi di Monterotondo e Subiaco. Se la proposta aziendale andasse avanti, paradossalmente il Santissimo Gonfalone risulterebbe potenziato, al contrario di quello di Subiaco nel quale non potrebbe essere invece assicurata l'emergenza-urgenza.

Alla rilettura dei dati i sindaci della Valle dell’Aniene, che avevano in un primo momento accolto la proposta di Brizioli, hanno fatto dietrofront presentando una controproposta a Regione e direzione generale.  Intanto sul fronte legale ieri la Comunità Montana della Valle dell’Aniene ha comunicato di aver avviato un ricorso al Consiglio di Stato, dopo la prima bocciatura del Tar. «Contro nessuno – precisa il presidente Luciano Romanzi – ma a favore degli interessi dei cittadini che vivono nel territorio montano che continuiamo la nostra battaglia affinchè l’ospedale sia come oggi una garanzia per la salute dei cittadini. Facciamo appello alla sensibilità del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini affinchè intervenga a difesa dei diritti dei cittadini correggendo il Piano Sanitario Regionale – continua Romanzi – considerando come primaria importanza la necessità di avere un pronto soccorso H24 dotato di tutti i dipartimenti necessari al suo funzionamento e reparti come quelli di rianimazione, chirurgia e cardiologia che continuino a offrire cure efficienti per le esigenze del malato; è ciò che continuiamo a chiedere da mesi e per tale ragione la Comunità Montana dell’Aniene continua ad opporsi al piano di riordino che farà dell’ospedale di Subiaco solo una piccola struttura non in grado di garantire una giusta risposta alle esigenze del territorio».