Il cantiere della B1 paralizza il quartiere

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I lavori per le opere della derivazione B1, da Jonio a Vigne Nuove stanno creando il caos alla mobilità dei residenti. In particolare il cantiere di via Isole Curzolane a marzo 2011. Lavori che anche qui, come ad Annibaliano, Gondar o Conca d’Oro, non solo hanno modificato la mobilità della zona e cambiato l’aspetto del quartiere e la vita e le abitudini dei suoi abitanti, ma ha causato gravi perdite economiche anche ai commercianti. Lavori che stanno lasciando il segno in questo quartiere di Val Melaina, aggravando la già precaria situazione degli abitanti, alle prese con le comuni problematiche di gran parte delle case Ater. «Abbandonate a loro stesse», dicono gli abitanti, con infiltrazioni d’acqua, muri sgretolati, intonaci cadenti, muffa, cantine allagate, giardini incolti, marciapiedi sprofondati e buche ovunque.

«Penosa è la situazione di anziani e disabili – dice Arianna Marfoglia , del Cdq – costretti a vivere in casa perché mancano gli ascensori», ma non secondario è il problema dei topi, che fanno la spola tra l’erba alta e gli androni le scale, tanto che c’è chi ha pensato di bloccare questo “via vai” con dei tavolati di legno. Davanti al n.5 di via Monte Favino, il marciapiede è rotto da tempo e il cantiere B1 su via delle Isole Curzolane è a due passi. Delle signore commentano qualcosa, mentre due ragazzi portano dalle cantine i resti arrugginiti e melmosi di quello che vi era dentro prima che si allagassero. «Stiamo così da mesi – dicono – e la puzza di questa acqua putrida arriva ovunque». In questo scenario i cantieri della B1 non hanno che aggravato la situazione. I silos per la malta cementizia montati in piena notte a fine luglio, sono a meno di 3 metri dalle finestre delle case e le sonde battono ininterrottamente il sottosuolo per fare le palificazioni, togliendo sonno e pazienza alla gente. «Il fermento è alto e la rabbia si alterna con la stanchezza – dice Pietro Fusco, del Cdq – . Ma a lavori finiti Ater e Roma Metropolitane ci dovranno rimettere a posto il quartiere». 

 Maurizio Ceccaioni