Ridotta da 17 a 14 anni la pena per lo stupratore seriale Bianchini

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Ridotta la pena per Luca Bianchini, lo stupratore seriale accusato di tre violenze sessuali avvenute tra la primavera e l’estate del 2009. Dai 17 anni di carcere del primo giudizio, la III sezione della corte d’Appello di Roma ha ridotto a 14 la pena, negando le attenuanti generiche.

Secondo i giudici fu proprio lui a stuprare tre donne in box condominiali nei quartieri Ardeatino e Bufalotta, alla periferia della capitale.

Bianchini, difeso dagli avvocati Giosuè Naso e Giorgio Olmi, fu arrestato il 10 luglio 2009 dopo giorni di indagini. Ascoltando le vittime, gli uomini della Squadra mobile di Roma risalirono a lui indicandolo come il giovane che, coperto da passamontagna e con un coltello in mano, si era accanito su tre donne. A tradirlo, oltre all'abbigliamento, il suo specifico modo di comportamento: aggrediva le donne nei box appena scendevano dall'auto. Ad inchiodarlo fu l'esame del Dna compiuto e comparato sui reperti e la “testimonianza chiave” di una donna che fornì la targa di un'autovettura guidata da un uomo che quattro anni prima l'aveva seguita.

L'auto fu poi risultata intestata alla madre dello stesso Bianchini. Il ragioniere romano era stato già coinvolto nel 1997 in un procedimento per tentato stupro di una vicina di casa; fu riconosciuto incapace d'intendere e volere al momento del fatto, e quindi prosciolto.