Via Guerrazzi, via libera allo sgombero

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Sgomberi alla palazzina di via Guerrazzi occupata da una decina di famiglie e all’ex scuola di Colleverde di recente al centro di polemiche per l’annunciata affiliazione del gruppo Spqr Skins al movimento neonazista Blood&Honour. Dopo due giorni di rinvii il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis e il procuratore capo del tribunale di Tivoli Luigi De Ficchy si sono finalmente incontrati per parlare delle “scottanti” questioni.  Per entrambi gli stabili, come aveva già dichiarato, il primo cittadino ha auspicato il ritorno a una condizione di legalità.

La palazzina occupata nel 2007 da Casapound e ora gestita dagli Spqr Skins  è sotto attento monitoraggio delle forze dell’ordine. Gli occhi sono naturalmente puntati sul 28 ottobre anniversario della marcia su Roma e data del presunto gemellaggio con il movimento neonazista.   Pure per  la palazzina di via Guerrazzi a Villanova occupata abusivamente una settimana fa il sindaco ha sollecitato  l’intervento della procura e del prefetto perché si arrivi e al più presto allo sgombero. «Almeno entro il 31 dicembre – hanno sottolineato da Palazzo Guidoni – altrimenti rischiamo di perdere il finanziamento stanziato dalla Regione Lazio per l’acquisto dello stabile da parte del Comune». Qualcuna convinta dagli assistenti sociali ha deciso di andare via spontaneamente, le altre però a oggi hanno deciso di resistere barricate dentro  senza acqua e senza luce,  «un’azione di protesta  – dicono – perché sono stanche di aspettare una casa». Intanto tutti sono stati denunciati per occupazione di proprietà privata. Le case di via Guerrazzi  sarebbero dovute essere acquistate dal Comune proprio in questi giorni per farle diventare alloggi popolari e assegnarli secondo una nuova graduatoria agli aventi diritto.  Le famiglie occupanti  comunque di lasciare la palazzina non ne vogliono proprio sapere, anzi, hanno pure scritto una lettera in cui spiegano le loro ragioni (vedi a fianco).  

Intanto il dirigente provinciale del Pdl Mirko Benetti ha già annunciato la sua decisione di incatenarsi davanti al Tribunale di Tivoli se gli alloggi non verranno sgomberati e in tempi brevi. «Non è giusto – ha detto Benetti – che ci siano famiglie che guadagnano 1100 euro al mese (magari con 2 figli) che pagano 600 euro di affitto più le spese e che vivono nella legalità, mentre costoro pretendono di occupare una casa senza colpo ferire, in maniera prepotente, in barba alla legge e alle istituzioni, e soprattutto senza pagare un euro. Deve essere garantito il diritto all’uguaglianza di trattamento dei cittadini, non solo di fronte alla legge, ma anche nella stessa società civile e ritengo inaccettabile che si strumentalizzino le inefficienze del sistema giudiziario, che purtroppo è troppo lento ad intervenire, e che prevalga l’arroganza e la furbizia a dispetto di chi rispetta le regole e la legge. Quello che più mi ferisce – ha concluso  Benetti – è che molti di loro avrebbero tutti i titoli per partecipare al bando per l’assegnazione di alloggi del nostro comune e hanno preferito, sicuramente sfiduciati dalle istituzioni, la strada più breve (In apparenza perché senza uscita) anziché vivere nella rispetto della società civile». 

 Adriana Aniballi