Nulla di fatto sul futuro del Luneur

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Il Luneur, il parco giochi  più antico d'Italia, continua a rimanere chiuso. Sono ormai passati più di 3 anni da quando Eur Spa, proprietaria della struttura, assegnò l’area a Cinecittà Ent., vincitrice di un bando di gara pubblico. Fu l’inizio di un cammino in salita, tutt’altro che concluso. Un percorso che martedì, nella Sala Consiliare del Municipio XII, ha vissuto un’altra importante tappa.

L’incontro, richiesto dai rappresentati dei lavoratori Luneur, aveva lo scopo di mettere a confronto le varie anime della vicenda: giostrai, proprietari dell’impianto, nuovi gestori ed amministazione locale. Purtroppo, l’assenza di  Eur Spa, Cinecittà Enterteiment e della Giunta municipale, ha reso vano l’intento. Ne è risultata un’assemblea partecipata, piena di pathos, utile forse a rompere «quel silenzio assordante»,  denunciato dal Consigliere Api Marco Vecchio «su una vicenda che riguarda tante persone che, dal Luneur, traevano sostentamento». In sintesi, il contenzioso con Cinecittà Enterteiment  riguarda un indennizzo che 150 famiglie di giostrai potrebbero ricevere. Sebbene fosse previsto nel bando di gara pubblico, che parla di “riorganizzazione dell’area” ma anche di “acquisto delle attrezzature dei subconduttori”, Cinecittà Ent, dopo aver vinto il bando, ha deciso di interpretarlo secondo le proprie esigenze. Ne è seguito un ricorso al Tar, che i lavoratori Luneur tuttavia hanno perso. «Il problema, che il Tar non ha preso in considerazione, è che Cinecittà Ent ha specificato che realizzerà l’acquisto delle attrezzature, solo se necessario a condurre la gestione del parco divertimenti – spiega Saverio Pedrazzini, responsabile dell’ Associazione Liberi Aderenti Luneur – non si parla quindi di gestione, ma di riorganizzazione».

Anche Ginetto Puglié, rappresentante della Confesercenti denuncia «il paradosso di una situazione in cui diviene difficile continuare a cercare una mediazione se, dopo tre anni, ancora non si è riusciti a incontrare alcun rappresentante di Cinecittà Ent». «Il timore è che, dietro quest’assenza, si celi un progetto analogo a quello che Cinecittà Ent sta mettendo in piedi all’interno degli studi – osserva Fabio Nobile, consigliere regionale della Federazione della Sinistra – una speculazione edilizia e finanziaria che potrebbe toccare in sorte anche al Luneur». Preoccupazione questa che, oltre le 150 famiglie di ex giostrai, sta accompagnando moltissimi residenti dell’Eur.  

Fabio Grilli