Carenza di asili nelle frazioni

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A Santa Maria delle Mole e a Frattocchie asili nido e scuole pubbliche dell’infanzia sono insufficienti a soddisfare il fabbisogno scolastico delle circoscrizioni. Il dato, quanto mai preoccupante in un territorio in continua espansione edilizia, emerge dall’analisi del dirigente della Pubblica Istruzione e dal documento dell’ingegnere comunale, Stefano Petrini. I numeri parlano chiaro: «Si evince una carenza di asili nido nelle circoscrizioni. È  presente solo la struttura comunale in via Pietro Micca con i suoi 36 posti».

Decisamente pochino per le frazioni marinesi, che hanno ben 553 residenti fino ai due anni di età. La “falla” viene coperta in parte da 7 strutture private che hanno una recettività totale di 132 posti, ma non tutte le famiglie possono permettersele per ovvie ragioni di portafoglio. Ecco, dunque, che la lista d’attesa nel contesto pubblico è di 86 utenti. Se Atene piange, Sparta non ride: anche la scuola dell’infanzia ha i suoi grattacapi: per i plessi pubblici che ospitano bimbi dai 3 ai 5 anni sono presenti 21 classi con 522 alunni e una lista d’attesa di 81 bambini, mentre le strutture private sono rappresentate da 10 classi con un 266 alunni. Facendo un rapido calcolo i piccoli da 0 a 5 anni, in attesa di una formazione scolastica pubblica, sono 167: una enormità.

Allo stato dei fatti sembra aver pesato la mancata costruzione di nuovi istituti da parte dell’Amministrazione (tranne la "Pietro Micca", inaugurata da Palozzi ma già progettata e finanziata dalla giunta Onorati, ndr), scoraggiata in parte dai tagli agli enti locali e in parte dalla riforma Gelmini (a Castelluccia ci sono 6 aule nuove ancora vuote), ma questo non basta a giustificare la lacuna. La realtà è allarmante come spiegato da Ambrogiani: «Tolta la “Silvestri” grazie ai finanziamenti regionali della giunta Marrazzo, in questi anni non è mai stato fatto un ampliamento di una scuola, solo qualche risistemazione temporanea. È stato rimodulato solo l’interno dei plessi: in molti casi si è fatto a meno di un servizio didattico come le aule di informatica per trasformarle in classe. Non vorrei che adesso si facesse lo stesso anche per i bagni. Sarebbe stata più utile una subitanea programmazione». Che fare adesso? Stando allo sviluppo progettuale del Divino Amore, il fabbisogno sarà coperto da Palazzo Colonna con la costruzione di un nuovo asilo nido e una nuova scuola dell’infanzia: ipotesi tutte da verificare. 

 Marco Montini