Neonazisti a Colleverde Casa d’Italia nega

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Nessuna associazione neonazista aprirà a Casa d’Italia a Colleverde». Dalla ex scuola di via Monte Bianco a Guidonia, occupata nel 2007 dal movimento squatter  riconducibile a Casapound, negano l’inserimento di una sede di “Blood and Honour”. Una deriva che definire “pericolosa” è poco quella legata al movimento fondato in Inghilterra, ormai diventato un network internazionale, che ha fatto della supremazia della razza bianca il suo credo. L’altra sera la notizia di un suo prossimo arrivo nella sede di Guidonia, in previsione del raduno del 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, ha innescato una girandola di reazioni tra indignazione e preoccupazione. Condanna all’ipotesi erano arrivate nella serata di lunedì da Zingaretti, Polverini e Alemanno. Anche il sindaco della terza città del Lazio Eligio Rubeis  (Pdl) si era lasciato andare a commenti duri invocando lo sgombero dell’edificio.

Il primo cittadino ha incontrato poi una delegazione di Casa d’Italia Colleverde, che ha negato con forza l’inserimento nello stabile del movimento neonazista. Rimandato a oggi pomeriggio l’incontro tra il primo cittadino e il procuratore della Repubblica del tribunale di Tivoli Luigi De Ficchi. Al centro del confronto non solo il caso di Colleverde ma anche quello dell’occupazione delle case in via Guerrazzi a Villanova. Il sindaco si è detto infatti fermo nelle sue decisioni: «Hanno occupato un edificio. Chiederò lo sgombero».  Intanto da Casa d’Italia continuano a smentire. Tra l’altro con un comunicato hanno pure dichiarato che «oltre cento firme sono state raccolte spontaneamente in poche ore dai cittadini del quartiere per esprimere vicinanza e apprezzamento per il lavoro svolto in questi anni dall'associazione al servizio della comunità, dopo le false notizie diffuse sulla fantomatica apertura di una sede italiana della Blood & Honour  e le minacce di sgombero ventilate dal sindaco. La nostra associazione è ben inserita all'interno della comunità di Colleverde – hanno sottolineato – abbiamo lavorato sodo per un territorio abbandonato a se stesso e i cittadini di Colleverde, così come i tanti negozianti della zona, tengono a testimoniarlo, perché siamo per loro buoni vicini oltre che un punto di riferimento».

Anche da Casapound hanno preso le distanze dal movimento neonazista. «Colleverde non è sede della Blood & Honour, né di movimenti transnazionali di alcun genere», hanno dichiarato in una nota dalla associazione che fa capo a Gianluca Iannone. «L’occupazione ha dato riparo a 16 famiglie italiane – dicono da Casapound – in stato di grave emergenza abitativa». 

 Adriana Aniballi