La proposta “scomoda” di Tammaro

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L’aeroporto “Pastine” di Ciampino entra nel Consiglio comunale di Marino. A condurre fin dentro Palazzo Colonna una questione che riguarda da vicino migliaia di cittadini marinesi residenti tra Santa Maria delle Mole, Divino Amore e Cava dei Selci è una mozione presentata dal consigliere di opposizione ed ex candidato sindaco civico Adolfo Tammaro. Una mozione doppiamente scomoda: a livello politico perché presentata da un esponente di minoranza, a livello pratico perché, se approvata, costituirebbe una strada che andrebbe seguita fino in fondo.

La richiesta di Tammaro è semplice: dare mandato al Comune, attraverso il Consiglio, per presentare un ricorso al Tar per la nomina di un commissario ad acta che applichi le restrizioni al traffico aereo imposte dalla conferenza di servizi del luglio 2010. «Da più di un anno – dice Tammaro – nessuna iniziativa davvero concreta è stata assunta per ridurre il rumore e lo stesso tribunale di Velletri, attraverso il giudice Ariolli, nella sentenza di archiviazione di un esposto di 550 cittadini nel maggio di quest’anno ha chiaramente indicato i sindaci come responsabili della salute pubblica ed ha tra le righe suggerito che sia direttamente il Comune a fare ricorso al Tar con la richiesta di nomina di un commissario ad acta che davvero affronti il problema. Mi aspetto una risposta di approvazione unanime di tutto il Consiglio di Marino su questa iniziativa che vuole essere solo una presa di posizione a difesa della salute dei cittadini e non un atto di propaganda politica».

Mentre da Ciampino il sindaco Lupi fa sapere di gradire l’azione di Tammaro, ma di voler comunque continuare ad andare a braccetto con Palozzi sulla battaglia dell’aeroporto, a Palazzo Colonna la questione questo pomeriggio (dalle 15 in poi) potrebbe diventare scomoda. Bocciare tout court la mozione di Tammaro o modificarne leggermente il testo rendendola appoggiabile dalla maggioranza? Per uscire da un’impasse lunga quattordici mesi, comunque vada servirà un atto di coraggio.

Marco Caroni