Non ci sono soldi in cassa, pronte le valigie per 15 vigili stagionali

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Si prospettano tempi di magra per la polizia municipale di Ardea, che dal 22 settembre dovrà fare a meno dei 15 agenti assunti a tempo determinato. Il contratto dei precari, in realtà, sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre 2011, con possibilità di rinnovo, ma una postilla consente la risoluzione anticipata alla fine del periodo estivo in caso di mancata copertura finanziaria. E, ovviamente, i soldi in cassa non ci sono. Quindi, armi e bagagli in mano, tra pochi giorni i 15 agenti dovranno salutare i loro colleghi, con sommo dispiacere degli stessi, ai quali si prospettano turni sempre più pesanti.

A rimanere in servizio, infatti, saranno solo 27 persone con contratto a tempo indeterminato: poche, pochissime per un territorio così vasto come quello del comune di Ardea, soprattutto considerati i numerosi servizi che il corpo deve garantire. «Abbiamo due turni giornalieri – ha spiegato il colonnello Francesco Passaretti, comandante della municipale di Ardea – quindi dobbiamo già dividere a metà il numero degli agenti a mia disposizione. A questi bisogna poi sottrarre eventuali ferie o malattie». Questo comporterà limitazioni o soppressioni dei servizi normalmente affidati alla sua gestione? «Assolutamente no, perché ne risponderei penalmente. Le tipologie di servizio verranno comunque tutte garantite, anche se, ovviamente, i tempi si allungheranno a causa della forte carenza di personale. Già con i precari eravamo sotto organico: dal 22 settembre saremo davvero troppo pochi. Mi auguro quindi che, a partire dal 1° gennaio 2012, i dipendenti a tempo determinato possano riprendere regolarmente servizio, grazie al bilancio del prossimo anno».

La differenza con le zone limitrofe è davvero notevole: a parità di estensione territoriale, i Comuni di Anzio e di Nettuno possono contare su almeno una cinquantina di agenti, mentre Pomezia arriva addirittura a quasi 80. L’Amministrazione comunale rutula ha bandito un concorso per 3 posti a tempo indeterminato ma, per poter offrire un servizio ottimale, i posti dovrebbero essere almeno 20. «Purtroppo la situazione è peggiorata con le nuove leggi, che hanno ridotto la possibilità di spesa per il personale – ha spiegato Passaretti – quindi non nutriamo grosse speranze per il prossimo futuro. L’unica alternativa sono appunto i contratti a tempo determinato, ma anche in questo caso le difficoltà finanziarie penalizzano l’intero sistema». Solidarietà ai “dimissionari” è arrivata da parte dei cittadini, i quali temono che, con meno pattuglie di controllo in servizio, possano alzarsi nuovamente i livelli di criticità legati sia alla microcriminalità che all’abusivismo edilizio e ambientale.

Maria Corrao