Progetto scuola pronto, ma il cantiere non parte

0
35

Una scuola conclusa, sulla carta, a marzo 2011 e che in realtà deve ancora essere costruita. La storia della scuola elementare di Selva Candida, prevista in via  SS. Abacuc e Audiface, Roma nord ovest, rischia di somigliare sempre più a una farsa. Mentre cresce l'indignazione dei cittadini, incapaci di comprendere come mai per una struttura pubblica indispensabile per il quartiere, con un progetto già approvato e finanziato da anni dal Comune di Roma, non si riesca ad aprire il cantiere.

Da circa 20 anni, politici e amministratori promettono la realizzazione di un nuovo plesso scolastico a Selva Candida. Un quartiere inizialmente figlio di un abusivismo spontaneo, abitato da poche centinaia di famiglie. Negli ultimi 15 anni, però, sono stati approvati una serie di piani di recupero urbano che insieme a nuovi insediamenti abitativi prevedevano anche strutture pubbliche di servizio. Sono nati  così  i due piani di zona  di via Gaverina di via Ponderano, oltre al primo piano di recupero urbano in via di Selva Candida,  Riserva Grande e Selva Nera. Oltre 2000 appartamenti e circa 6000 nuovi abitanti. Senza considerare tutte le licenze edilizie rilasciate nella “Zona O”, che si sono tradotte in altrettanti metri cubi e abitanti. Ma di servizi neanche l’ombra. Emblema della questione è proprio la scuola elementare prevista in via Santissimi Abacuc e Audiface, a ridosso di Riserva Grande. Il Comune dopo aver individuato l’area e stanziato 4,6  milioni di euro per la costruzione di un edificio di quindici aule, ha avviato la gara d'appalto. A febbraio 2009 è stato consegnato il cantiere alla ditta Dicogi Srl, con ultimazione dei lavori a 364 giorni dalla consegna. In pratica febbraio 2010. Siamo a settembre 2011 e il cantiere non è ancora partito.

«Per portare i nostri figli a scuola – testimonia Sonia, nata e cresciuta in via di Selva Candida – ogni mattina siamo costretti a prendere la macchina e fare almeno mezz’ora di traffico per raggiungere quella più vicina, in via Boccea 590. E' un'indecenza: un quartiere che supera ormai 20mila abitanti, senza una struttura scolastica».