Sfruttava prostituta e derubava clienti, arrestato 31enne incensurato

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Con minacce, percosse e la sua condotta violenta ha indotto una donna a prostituirsi. Ma oltre a farsi consegnare dalla donna il denaro derivante dall’attività, ha escogitato anche un sistema per “ripulire” i clienti. Ieri è stato individuato ed arrestato dalla Polizia. Un uomo infatti, accortosi di essere stato derubato, ha telefonato al “113” denunciando l’accaduto precisando anche di nutrire alcuni sospetti sui possibili responsabili, ancora nei dintorni.

Gli agenti del Commissariato Prenestino, diretto dal dr. Fabrizio Calzoni, giunti sul posto, hanno ascoltato il racconto della vittima, un cittadino bengalese di 21 anni. L’uomo ha riferito agli investigatori di essere stato derubato all’interno di un appartamento mentre si trovava con una prostituta. I poliziotti dopo aver avuto dalla vittima una descrizione e l’indicazione dell’appartamento dove era avvenuto l’incontro, sono riusciti a rintracciare poco lontano la donna che si trovava in compagnia di un uomo nei pressi di un palazzo di via Gadola.

Quest’ultimo, F.E. 31enne incensurato disoccupato di Catanzaro, aveva escogitato un sistema perfetto per “fare soldi”. La prima fase prevedeva l’individuazione di una donna da poter avviare alla prostituzione. Con continue minacce e percosse era infatti riuscito a costringere una 37enne, di origine cubana, a mettere a disposizione il suo appartamento, un bilocale nel quartiere Prenestino, per fornire delle prestazioni sessuali. Il provento della sua attività di meretricio era quasi interamente prelevato dall’uomo. Per attirare l’attenzione dei potenziali clienti, lo sfruttatore si era anche interessato di pubblicare su di un quotidiano, l’annuncio relativo a prestazioni sessuali a prezzi concorrenziali. Una volta nell’appartamento, i clienti venivano invitati a spogliarsi in soggiorno ed a consumare il rapporto in camera da letto. In questo modo, nell’ultima fase del suo programma, l’uomo poteva mettere le mani sul portafoglio del malcapitato cliente.

Nascosto in uno sgabuzzino infatti, attendeva che il cliente venisse accompagnato in camera da letto per consumare la prestazione, e nel frattempo sottraeva tutto ciò che poteva dai suoi vestiti. F.E. era infatti sicuro che, per evitare spiacevoli coinvolgimenti, i clienti non avrebbero chiamato la Polizia. Una volta all’interno dell’appartamento, dopo aver ascoltato il racconto delle due vittime, il cliente e la prostituta, gli investigatori sono quindi riusciti a ricostruire l’ingegnoso meccanismo, individuando anche le precise responsabilità dell’aguzzino nei confronti della donna. Per F.E. è quindi scattata l’accusa per sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento all’immigrazione clandestina e furto aggravato.