Nubifragio, il Comune fa la conta dei danni

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Sono  pronti a chiedere lo stato di emergenza a Riano dopo il nubifragio di mercoledì sera. Due ore di pioggia ininterrotta che hanno provocato danni ad abitazioni e a diversi esercizi commerciali del comune.  Acqua mista a fango ha invaso le strade, il terreno è franato in più punti. «Siamo intenzionati anche a chiedere uno studio sulle condizioni idrogeologiche dell’area – dice il vicesindaco  Italo Arcuri – a questo punto appare chiaro che una discarica qui sarebbe  inopportuna».   La decisione della Regione Lazio di creare lì un sito temporaneo dove scaricare i rifiuti romani in attesa della realizzazione di una Malagrotta bis continua a pesare. «La presenza delle cave di tufo – continua Arcuri – necessita di un attento monitoraggio».

Ora a complicare la situazione ci si è messa anche la pioggia.  «Ci appelliamo a tutte le istituzioni, provinciali, regionali e nazionali – ha commentato il sindaco Marinella Ricceri – il nubifragio che si è abbattutto su Riano ha causato gravi ed enormi danni ad abitazioni, servizi, attività commerciali, strutture private e infrastrutture, con drammatiche ricadute sulla vita quotidiana del paese, che in parecchi tratti appare come una pozzanghera a cielo aperto. I nostri tecnici, i vigili urbani e gli operatori dell'ufficio tecnico comunale, insieme a molti volontari, stanno monitorando la situazione. Il Comune necessita di uomini, mezzi e risorse finanziarie per il ripristino della normalità. Nelle prossime ore, insieme ai tecnici del Comune, richiederemo lo stato di emergenza».  

La pioggia incessante è stata devastante in molte parti del paese.  Sul posto è stato chiesto l’intervento di vigili del fuoco e protezione civile. Ieri poi il primo cittadino insieme all’assessore ai Lavori pubblici e al comandante della polizia municipale ha effettuato diversi sopralluoghi per fare una conta dei danni. «Stileremo un rapporto che poi verrà trasmesso nelle sedi opportune», dicono dalla Amministrazione comunale.  Oltre al terreno che ha ceduto in più punti, a rischio anche un torrente ingrossato dalla pioggia, «che andrebbe urgentemente bonificato – ha concluso Arcuri – perché a rischio esondazione».  La conta dei danni continua, la protesta contro la discarica pure. 

 Adriana Aniballi