Pronta class action contro il governo

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In questa calda, caldissima estate, riesplode il “caso Alitalia”. Gli ex dipendenti e i precari della compagnia di bandiera, dopo il sit-in del 22 giugno scorso organizzato in via Veneto per esprimere il proprio dissenso al ministro Sacconi contro la politica dell’azienda che, pur non formalmente in crisi, cassaintegra ma contemporaneamente assume personale precario, adesso minacciano una class action contro il Governo. E, se questo non dovesse essere sufficiente, se il Tar del Lazio non dovesse provvedere a cassare l’operato dell’amministrazione centrale, sono pronti a presentare un ricorso alla Corte di giustizia europea per porre fine a queste “disfunzioni”. Lo slogan? Giustizia sarà fatta a Strasburgo. L’attuale situazione sarà illustrata questa mattina, alle ore 11.30, nel corso della conferenza organizzata dall’Anelta, associazione nazionale ex lavoratori trasporto aereo, all’- hotel Satellite di Ostia.

«Nell’operazione Cai-Alitalia si è agito in violazione dei principi generali del commercio, dell’industria e dell’impresa e il governo ha permesso di violare tutte le regole economico-commerciali del sistema giuridico italiano ed europeo», spiegano l’avvocato Davide Romano del Foro di Bari e la collega Francesca Scoppetta del Foro di Roma che hanno avuto incarico dall’Anelta di predisporre una class action al Tar del Lazio contro i ministeri che siglarono l’accordo. All’indomani della pubblicazione dei dossier riservati dell'ambasciata americana sulla cordata Cai, resi pubblici su WikiLeaks, ritenuta “una pagina triste” del nostro Paese in cui “il premier avrebbe  aiutato i suoi amici e fatto pagare i debiti ai contribuenti italiani”, riservando per loro il “meglio della compagnia, lasciando ai contribuenti il peso dei debiti”, per il Governo si prospetta un ulteriore problema da affrontare. Più in dettaglio Mario Canale, presidente dell’associazione,  denuncia che «l’operazione è stata attuata in violazione delle regole economiche e giuridiche esistenti nel nostro Paese e in contrasto con i principi che regolano il commercio e l’industria in Europa, permettendo a una compagnia neonata di proseguire l’attività produttiva dell’Alitalia e, a quest’ultima, di rimanere infangata nei propri debiti spalmati tra ex lavoratori, fornitori-creditori e tutti i cittadini».

La class action sarà lanciata contro i ministeri del Trasporto, del Lavoro e delle Politiche Sociali. Gli avvocati Romano e Scoppetta illustreranno le motivazione del ricorso al tribunale amministrativo regionale e già da ora annunciano che è  «pronto il ricorso alla Corte di giustizia europea nella convinzione che se il sistema nazionale dovesse non essere sufficiente a porre fine alle disfunzioni governative, giustizia sarà fatta in sede europea».

Maria Grazia Stella