Processo Valle del Sacco, tutti rinviati a giudizio

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Tutti rinviati a giudizio. Il giudice per le indagini preliminari sul caso dell'inquinamento della Valle del Sacco ha riconosciuto ieri nella prima udienza al tribunale di Velletri il fondamento delle accuse del pubblico ministero. Quattro gli imputati: Giuseppe Zulli, direttore della Centrale del latte della capitale, Carlo Gentile direttore dello stabilimento Caffaro, ex Snia Bdp, di Colleferro, Giovanni Paravani e Renzo Crosariol, legale rappresentante e responsabile tecnico del consorzio Csc di Colleferro, titolare dello scarico finale del collettore delle acque bianche. Il processo si aprirà ufficialmente il prossimo 29 novembre. Gravissimi i capi di imputazione: disastro ambientale, contaminazione dei siti destinati a insediamenti abitativi, agricoli e di allevamento, avvelenamento del latte, scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazioni con conseguente assenza dei sistemi di sicurezza, controllo e trattamento depurativo.

L'accusa è che abbiano, in cooperazione colposa, contaminato i siti della Valle del Sacco, destinati a insediamenti abitativi, agricoli e di allevamento, con conseguente pericolo per l' incolumità e la salute pubblica.  Citate in giudizio anche le aziende coinvolte nello scandalo. La vicenda risale al 2003- 2004, quando venne accertata in campioni di latte provenienti dalla Valle del Sacco la presenza di beta-esaclorocicloesano, molecola che veniva utilizzata per produrre pesticidi negli anni ottanta. La pericolosa sostanza arrivò a inquinare i prodotti alimentari e quindi a contaminare le persone, attraverso le acque avvelenate del fiume Sacco, rendendo inutilizzabili i terreni agricoli che lambiscono il corso del fiume in nove comuni: Anagni, Paliano, Sgurgola, Ferentino, Morolo e Supino in provincia di Frosinone, Colleferro, Gavignano e Segni in provincia di Roma. 

Le attività di monitoraggio, unitamente a numerosi controlli e campionamenti fatti dall'Arpa, avevano determinato il sequestro di diverse aree, che sono state messe successivamente in sicurezza.  Ancora oggi, il servizio sanitario locale sta portando avanti un programma di intervento sulla popolazione residente sulle sponde del fiume. Diversi i casi di contaminazione.  A rappresentare queste persone in tribunale saranno le associazioni locali (WWF, Ugi, Legambiente e Retuvasa) ma anche le Amministrazioni locali e la Provincia di Roma. «Esprimiamo grande soddisfazione per il primo pronunciamento – ha commentato ieri a caldo il presidente Wwf Lazio Vanessa Ranieri. Attendiamo ora la prima data del processo per affrontare con impegno e serietà questa battaglia per i diritti dei cittadini». 

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