Carenza di personale. Casa del parto in crisi

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Ancora disagi per l’ospedale Grassi. Il funzionamento della Casa del Parto “Acqualuce”, struttura preposta per il parto naturale all’interno dell’ospedale Grassi di Ostia, è ridotta la minimo a causa della mancanza del personale ostetrico. Nonostante sia l’unico polo di eccellenza in tutto il territorio del centro- sud Italia dove viene praticato il parto naturale e sia stata riconosciuta come la quinta struttura a livello nazionale, questa non è stata potenziata come era previsto dagli accordi con la regione. Inaugurata due anni fa, sin da subito la struttura aveva risentito dei tagli alla sanità regionale ed era stata costretta ad un periodo di chiusura.

Grazie alla mobilitazione del personale prima ed in seguito ad un intervento della governatrice della Regione Lazio Renata Polverini, ne era stata decretata la riapertura e allo stesso tempo era stato deciso il potenziamento per la completa operatività. Ad oggi invece non è stato ancora previsto personale dedicato per consentirne il funzionamento 24ore su 24. Le ostetriche che lavorano all’interno sono insufficienti per coprire le numerose richieste che ci sono annualmente. Vengono eseguiti solo cinque o sei parti al mese quando invece, a pieno regime e con il dovuto personale, potrebbe garantire anche trenta parti sino ad arrivare ad un massimo di quaranta al mese. Il personale infatti copre i turni all’interno della Casa del Parto attraverso l’istituto della reperibilità il che risulta insufficiente per garantirne la completa efficienza. Attraverso la pratica del parto naturale inoltre la struttura, se funzionasse a pieno regime, permetterebbe di ridurre notevolmente i costi sul bilancio della sanità. Con la deospedalizzazione e con la riduzione degli interventi medico- farmaceutici, che non sono previsti nel percorso del parto naturale, c’è un risparmio notevole anche sui costi dell’amministrazione.

Un vantaggio economico che si affianca anche alla riduzione dei rischi di una medicalizzazione eccessiva del parto o dell’aumento dei parti cesarei. «Con l’attuale carenza di personale il rischio chiusura è sempre dietro l’angolo» denuncia Cesare Morra, rappresentante del Comitato Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei Servizi MaternoInfantile «chiediamo che venga al più presto assegnato del personale dedicato sia per evitare l’eccessivo sovraccarico di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori a causa dell’istituto della reperibilità che per migliorare il servizio per tutte quelle donne in attesa di poter essere seguite all’interno della struttura». 

 Fabrizia Memo

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