Il Pup di via Enrico Fermi

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Continua la storia del Piano urbano parcheggi, e tra le centinaia di proposte arrivate all’assessorato di Aurigemma, non c’è timore che l’argomento passi inosservato sulle pagine dei giornali. È la volta di quello previsto in via Enrico Fermi, una traversa di viale Marconi prima di piazzale della Radio, e se ne parla anche perché su tre giornali nazionali c’era ieri una pagina a pagamento della società concessionaria: “Le ragioni della CAM a difesa del progetto…” con un “impegno pubblico scritto”, sulle fasi lavorative previste nella convenzione e le garanzie per la cittadinanza.

È un parcheggio sotterraneo (ordinanza comunale 342/2010), per 400 posti auto di cui 180 box e 220 a rotazione, con la “riqualificazione urbana della superficie”. Ma è uno scavo profondo 18 metri e largo 16, per i 400 metri della lunghezza della strada e l’espianto di 25 platani pluridecennali (oggi diventati 24) che oggi danno alla via un senso di colore e di vita tra quei palazzi grigi. A fine novembre 2010 il Comitato presentò una petizione con 5000 firme contro l’ordinanza, invitando il sindaco Alemanno e il presidente del XV municipio, Paris ad ascoltare le loro richieste. Cosa fatta in primavera del 2011 quando fu organizzato un’incontro con i comitati locali presso l’ Uci Cinemas Marconi, dove furono presentate le proposte.

«Noi abbiamo visto il progetto a cose fatte – dice Gianni Paris, presidente XV municipio – e fatto apportare una serie di varianti e migliorie, come la sistemazione delle aree superficiali e l’accordo sulla viabilità, che non sarà mai interrotta grazie alla compartimentazione in 3 fasi dei lavori. Poi l’area del demanio in fondo alla via che sarà interamente dedicata a verde, parco gioco per i bambini e area cani. Qui attorno saranno ripiantati i platani e sarà la prima area attrezzata di Marconi»

Un quartiere massacrato dal cemento negli anni 70. Tutte le strade sono nell’area del Tevere, con cui vive in simbiosi. Un continuum di palazzi con rari spazi d’aria, poche e strette traverse intasata di macchine. Dove gran parte dei garage previsti a suo tempo sono diventati magazzini o supermercati «ma anche con troppe autorimesse a pagamento di cui molte semivuote – precisano dal “comitato No Pup Enrico Fermi” –. Oltre 1000 i posti auto vuoti,di cui  600 lì vicino in abbandono da un anno e mezzo». «Di questi, 3 sono arrivati con una convenzione e doveva gestirli Atac, ma dopo la Conferenza dei servizi si è tirata indietro – precisa Paris –. Oggi stiamo per fare una gara per l’affidamento al migliore acquirente».

Un braccio di ferro che a marzo ha segnato una parziale vittoria, con la “sospensiva”  allo spostamento dei platani e il rinvio a ottobre dell’apertura del cantiere. Ma l’allerta per le case è alta, perché «tutta la zona è su un terreno alluvionale con terra di riporto e sabbia, classificata R2 dalla Protezione civile (cioè a rischio idrogeologico ndr)».

Macecca