Don Davide condannato per pedofilia

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Allegria coinvolgente ma anche tanta solidarietà. Queste le qualità per cui era conosciuto don Davide Solano, l'ex parroco colombiano di San Cesareo e Serrone, amato da giovani e personaggi dello spettacolo. Per lui i cittadini sancesaresi, oltre dieci anni fa, erano scesi pure in piazza per difenderlo da quella che definivano "una barbara cacciata del vescovo". Don Davide aveva continuato il suo impegno in campo sociale tra Serrone e Palestrina, prodigandosi in eventi di solidarietà sportiva a favore del Terzo Mondo (sua l'organizzazione di un premio per la Colombia con Francesco Totti). Nessuno mai poteva immaginare che un giorno "il prete dei giovani" potesse "incappare" in un'accusa di pedofilia.

I fatti contestati risalgono al 2002, ai tempi in cui era parroco di Serrone. Minorenni le tre presunte vittime di "attenzioni sessuali". I tre, adolescenti all'epoca dei fatti, facevano parte di una casa famiglia di Rocca di Papa ed erano stati ospitati nella casa di don Davide. Qui, a Serrone, sarebbero avvenuti i fatti contestati dalla procura. Nessuna prova (pare) a sostegno delle accuse. Solo la testimonianza di tre giovani, che non si sarebbero però mai contraddetti, descrivendo con dovizia di particolari quanto accaduto.  Sul caso la comunità prenestina si è chiusa nel più assoluto riserbo. Don Davide si è proclamato «innocente» ad amici e religiosi che gli sono rimasti vicini. Qualcuno ha raccontato anche di un deperimento delle sue condizioni fisiche da quel 2004, anno dell'apertura d'inchiesta.  Siamo arrivati al 2011 e il tribunale si è espresso con una condanna: tre anni e 5 mesi. Una pena "lieve" visto la gravità delle accuse e il contesto processuale, che potrà comunque essere ribaltata in appello.

cs