Tivoli, non solo ville. Ecco il Tempio di Ercole

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Una serata per rivivere le atmosfere del I secolo avanti Cristo. Un monumento incredibile, restituito all’umanità dopo tre anni di lavoro e oltre 15 milioni di euro d’investimento. Inaugurazione in pompa magna per la prima del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli che si è tenuta la sera di giovedì nel ritrovato complesso monumentale che affaccia sulla suggestiva cornice della Val d’Aniene. A presentare ai 1200 esclusivi invitati le bellezze del ritrovato Santuario del divino Ercole, numerose autorità civili e militari. Tra queste il ministro per i beni e le attività Culturali Giancarlo Galan, il governatore della Regione Lazio Renata Polverini, il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti, il sottosegretario del Mibac Francesco Maria Giro, Filippo Coarelli (Supervisore Scientifico dei lavori), Federica Galloni, della direzione regionale del Mibac e il presentatore Piero Angela. «La rinascita del mito – sono state le parole di Federica Galloni – che ci permette dopo un lungo periodo di scavi e lavori di rivivere le atmosfere dell’epoca».  

Poi gli altri interventi seguiti da un viaggio nel tempo con una ricostruzione della vita e del monumento nel suo momento di massimo splendore spiegata al pubblico da Piero Angela. Con il concerto di Edoardo Bennato a chiudere la serata.  Un progetto di recupero che ha interessato un’area di tre ettari sulla quale si sono stratificati dalla fondazione risalente al II sec. a.C. venti secoli di storia. Centro del culto religioso, snodo commerciale e contemporaneamente luogo di spettacolo con un teatro per 3.600 spettatori, il complesso del Santuario, dal IV secolo d. C., ha subito numerose e radicali trasformazioni fino a diventare, nel Settecento, oggetto di un’articolata fase d’ industrializzazione: da fabbrica di armi a impianto di manifattura della lana, da fonderia di cannoni a centrale elettrica, fino a terminare nella “Cartiera Segré”, di cui ancora restano i padiglioni in cemento. Lavori di scavo, restauro e consolidamento delle strutture effettuati sulla base di un’approfondita indagine preliminare hanno permesso la conoscenza dettagliata del monumento. Sono state recuperate la via Tecta, l’Area Sacra, il basamento del Tempio, il portico settentrionale e l’antico teatro romano, che tornerà a ospitare spettacoli e concerti. Mentre in alcuni locali dell’ex cartiera ha trovato sede l’Antiquarium, che ospita alcuni tra i più rilevanti reperti scultorei, epigrafici e architettonici emersi dagli scavi. 

Mauro Cifelli