Il Parco (che non trova) Pace

0
16

In estate il Parco della Pace di Cava dei Selci è il teatro della movida marinese e sembra dimenticare lo stato di abbandono in cui vive nei restanti dieci mesi dell’anno. Lo spazio pubblico, sorto due decenni fa nell’area ex Stefer, ha cominciato a respirare “aria di natura” grazie all’impegno e alla testardaggine di un gruppo di cittadini che si è costituto nell'associazione “Parco della Pace”. Da quel giorno il comitato ha galoppato tra volontariato e collette per far risorgere il verde fino a far sentire la propria voce a livello istituzionale ottenendo piccoli contributi annui per la manutenzione del parco: «Prima la situazione – spiega la presidente uscente Silvani – era deficitaria: la zona era una steppa con erba alta e incolta; non ci siamo dati per vinti e abbiamo acquistato due trattori per il taglio dei cespugli, rendendolo fruibile alla collettività». Allo stato attuale il Parco della Pace necessita di molte “aggiustatine” e per valorizzarlo servirebbe l’intervento immediato dell’Amministrazione: «Ad oggi però c’è un po’ di stallo – ha aggiunto -.

Nel 2008 dalla Regione eravamo riusciti a portare in Comune un finanziamento per la sua messa in sicurezza. Con un progetto condiviso si pensava a una recinzione che impattasse il meno possibile sull’ambiente ma poi ci siamo accorti che il progetto comunale era differente: ad esempio l’attuale muro in cemento non era nei nostri pensieri». Di contro nell’area ex Stefer, di fronte al parco, è nato uno spazio pubblico curato: non sarebbe stato meglio agire prioritariamente sul parco simbolo di Cava, il più esteso e dalle enormi potenzialità di sviluppo? Palozzi ha spesso rivendicato l’ottimo operato in tema di messa in sicurezza: operazione avvenuta sì, ma evidentemente non per tutti. Proprio il Parco della Pace urge di svariati interventi: illuminazione precaria, allarme vandalismo e riqualificazione di cavea, campo di calcetto e velodromo. Per non parlare delle panchine, delle erbacce, dei muri imbrattati, della sporcizia dilagante. Se questo vuol dire rimettere in sicurezza una area pubblica, allora “campa cavallo, che l’erba cresce”: più alta che mai.

 Marco Montini