Legge cave, via libera tra le polemiche

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L a discussa legge sulle cave e sulle torbiere è passata ieri in Consiglio regionale, ma con alcune importanti modifiche.  La proroga per le attività estrattive del Lazio non è più triplicata per le zone colpite da fenomeni di dissesto idrogeologico, come il bacino sanitario di Villalba di Guidonia e Tivoli Terme. Proprio il problema delle subsidenze aveva fermato i lavori del Consiglio già due volte, poi ieri, non senza polemiche il via libera al testo. «Che però – dicono da Palazzo Guidoni – conta su un ulteriore comma, il quattro bis, all’articolo 34 della norma 17 del 2004 oggetto di revisione che introduce il principio secondo il quale dopo una prima proroga di 5 anni, una ulteriore della durata di un quinquennio sia vincolata alla verifica di aggravamenti o variazioni delle condizioni delle aree circostanti il sito estrattivo ricadente, comunque, nell’ambito comunale; che sia il Comune a commissionare ad università o ad enti abilitati alla valutazione del rischio idrogeologico, uno studio per la determinazione degli effetti e dei pericoli connessi a tali variazioni o aggravamenti  di cui tenere conto in sede di autorizzazione alle suddette proroghe fino a revocarle in caso di pericolo per la pubblica incolumità».

«Un risultato importantissimo per questa città  – ha commentato il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis –  nel quartiere di Villalba, abitato da 16mila persone, da dieci anni è in essere il fenomeno della subsidenza. Ciò avviene in un’area ristretta, delimitata e ribattezzata dal Ceri area sanitaria. Ho chiesto alla Regione, a Renata Polverini, di prevedere una deroga alla legge 168 che limiti per Villalba, più in generale per i territori soggetti a fenomeni tellurici, l’applicazione di proroghe indiscriminate di 15 anni per tutte le attività estrattive del Lazio».   

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