Sfrattati da chi ha perso la casa

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Una famiglia che non riesce a pagare l’affitto sfratta un’altra famiglia nelle stesse condizioni. La prima ha un figlio portatore di handicap ed è costretta a lasciare l‘immobile di proprietà per una sistemazione priva di barriere architettoniche. Quando il canone però raggiunge i 750 euro al mese è obbligata a tornare nella propria casa, mettendo alla porta la seconda, quella di Rezk Mohammed, che con la moglie ed i due bimbi piccoli resta senza un tetto sotto il quale stare. Una guerra tra poveri orribile, dove a lanciare granate di indifferenza è l’amministrazione pubblica, incapace di far fronte alle esigenze di un’emergenza abitativa ormai galoppante, con 25 mila case pubbliche promesse ma mai assegnate, oltre 50 mila sfratti e 42 mila domande di ricovero ancora in lista d’attesa. Ma quando le istituzioni latitano interviene la dignità e la solidarietà dei cittadini che, sostituendosi allo Stato, danno speranza a chi ormai non aveva che la strada. Così ad accogliere la famiglia sfrattata dall’appartamento di via Muzio Scevola 65 ci hanno pensato le 17 famiglie che occupano il complesso del cinema Maestoso, nel Municipio IX, che ieri insieme ai rappresentanti del movimento Action hanno voluto salutare “i nuovi arrivati”, portando in piazza tutto il dolore e la rabbia di chi si sente abbandonato dalle istituzioni ormai da troppo tempo.

«Siamo qui oggi per portare alla luce l’ennesimo caso di ‘morosità incolpevole’ – ha dichiarato a gran voce Serena Tarabini di Action – provocata dai meccanismi di privatizzazione e speculazione che caratterizzano il mercato immobiliare della nostra città che, costringendo un proprietario ad emettere una procedura di sfratto, mette oggi in strada un’altra famiglia che ha cresciuto qui i propri figli, all’interno di un tritacarne figlio dell’assenza totale di una politica dell’abitare. Come sportello casa del Municipio IX, come comitato di sfrattati, siamo qui per garantire con l’organizzazione quel diritto alla casa che le istituzioni non riescono a fornire ai propri cittadini. Perché – aggiunge Tarabini – si stanzino dei fondi nel bilancio di approvazione, perché il sindaco Alemanno pubblichi un nuovo bando per la casa, chiedendo un blocco degli sfratti al governo, aprendo una trattativa con la proprietà del complesso Maestoso, l’immobiliare Appia 2005, per regolarizzare le famiglie attraverso un affitto sociale».   

 Marco Di Tommaso