Marcia indietro sulla concessione a 20 anni

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Stop al diritto di superficie ventennale per le spiagge. Marcia indietro del Governo sulle concessioni da rilasciare ai balneari: il provvedimento è stato cancellato dalle norme del decreto sviluppo in questo momento allo studio dei lavori delle commissioni Bilancio e finanze della Camera. Prima si era parlato delle super-licenze per i proprietari degli stabilimenti da protrarre fino a 90, poi, dopo polemiche infuocate e le osservazioni perplesse giunte persino dal Quirinale, la cifra si era abbassata a venti anni. Ora dalla legge è sparita del tutto la norma che regola il diritto di superficie. Si ritornerebbe quindi, se non ci fossero altre sorprese, alle direttive espresse dall’Unione Europea che vuole, a partire dal 2016, la rotazione della gestione degli arenili attraverso aste pluriennali. Balneari preoccupati soprattutto dallo spauracchio delle aste e dal futuro incerto, ambientalisti e associazioni che cantano vittoria, cittadini che vorrebbero solo godersi il mare, senza ulteriori tassazioni: le reazioni sono ovviamente molteplici su un tema così importante.

«Siamo favorevoli allo stralcio della norma sul diritto di superficie, – dichiara Ruggero Barbadoro, presidente regionale Fiba e titolare dello stabilimento Il Venezia di Ostia – visto che chiedevamo l’annullamento dei commi 1,2 e 3. E’ logico che in molti avrebbero preferito un termine più ampio, come 50 anni, ma l’importante ora è discutere di una seria legge quadro che fornisca garanzie agli imprenditori che investono sulle strutture. Abbiamo tempo fino al 2015 per regolamentare questo settore ma ora finalmente potremmo discuterne nelle sedi apposite senza balzi in avanti o provvedimenti che non coinvolgano gli imprenditori». Pronti a discutere dunque i balneari ma rapidamente, visto che quattro anni passano in fretta e a Ostia sono molte le strutture ricettive con le concessioni ormai prossime alla scadenza e che rischiano di essere vendute al miglior offerente. Le associazioni ambientaliste invece parlano di vittoria parziale, visto che la norma sui distretti marittimi, è ancora valida e prevede la creazione di zone “franche” in prossimità del mare dove, grazie a procedure straordinarie, sarà possibile costruire sulla spiaggia: l’allarme cementificazione, già lanciato con la promulgazione del diritto di superficie, rischia di essere ancora valido. Nel Municipio XIII in particolare a correre questo tipo di pericolo sarebbero le aree tutelate come le spiagge di Capocotta e Castelporziano.

Valeria Costantini