Pure il rettore di Tor Vergata contro il Piano

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La decisione di trasferire il Pronto Soccorso del San Sebastiano di Frascati è illogica e il Policlinico di Tor Vergata, verso cui si orienteranno gli utenti, allo stato attuale non è in grado di assorbire l’aumento delle richieste di assistenza, pari, secondo le stime, a 20 mila ingressi l’anno. Uno scambio di missive tra il sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso e il magnifico rettore dell’Università degli Studi di Roma, Renato Lauro, ha avallato ancor più la tesi sostenuta non solo dall’Amministrazione, ma anche dagli altri sei sindaci del distretto H1, dei lavoratori e persino dal Pdl locale.

Il Pronto Soccorso di Tor Vergata potrebbe teoricamente assorbire tale incremento di accessi se non dovesse fare i conti con un’accentuata carenza di personale che impedisce l’attivazione di nuovi posti letto e l’apertura di sale operatorie aggiuntive, generando lunghe file per i ricoveri e attese estenuanti dei pazienti sulle barelle. «Perdurando l’attuale impossibilità di avviare tutti i servizi e le strutture già autorizzati dalla Regione per la ribadita carenza del necessario personale – scrive il rettore -, il pronto soccorso di Tor Vergata, ma in generale l’intera struttura sanitaria, non è assolutamente in grado di far fronte ad un maggior carico assistenziale». «Questo conferma – ribadisce il sindaco nella sua nota – che la scelta di trasferire il Pronto Soccorso e le specialità ad esso collegate da Frascati, dopo aver speso 1 milione di euro per ristrutturarlo e potenziarlo, verso un altro presidio è irrazionale e oltretutto, ripeto, tecnicamente immotivata». 

 Michela Emili