E la chiamano manutenzione

0
20

La manutenzione stradale dovrebbe essere il fiore all'occhiello di ogni Amministrazione comunale, tanto più per quella capitolina che si trova a gestire una situazione disastrosa fra buche, strade sconnesse, segnaletica inesistente e chi più ne ha più ne metta. Su questi aspetti del vivere civile  si punta l'attenzione di una opinione pubblica che ha lasciato ben tre anni a Gianni Alemanno per dimostrare cosa sapeva fare per ridare dignità e sicurezza alle strade. Ma il primo atto del sindaco è stato quello di sbaraccare il mega appalto Romeo per la manutenzione stradale, approfittando di alcune disavventure giudiziarie, tutte napoletane, dell'imprenditore ed insinuando una prossimità sospetta fra l'imprenditore stesso e l'Amministrazione Veltroni.

Ora è noto che sulla manutenzione ballano milioni di euro che oggi si spalmano su opere per la grande viabilità, opere con trattativa negoziata sino ad un milione di euro e affidamento diretto ed esclusivo per la segnaletica. E' anche noto il prossimo affidamento di 39 lotti di manutenzione stradale straordinaria tutti da un milione ciascuno.  Tutti lavori che rientrano nelle competenze del XII dipartimento. Anzi, che sono di competenza dell'assessore ai lavori pubblici Ghera. Sì, proprio lui, proprio quell'assessore che nell'estate del 2009 si faceva fotografare con il sindaco mentre dirigeva il lavori di pavimentazione di alcune vie del centro storico, primo di una lunga serie di importantissime risistemazioni stradali mai più viste, dall'alto di un macchinario di pavimentazione. Certo, tutto marketing di immagine, tanto che se l'assessore e il sindaco fossero stati a torso nudo avrebbero evocato le fatiche del Duce fotografato al lavoro nelle terre pontine di bonifica. Ma tornando alla segnaletica, è meno noto che questi lavori rientrano nell'ambito della manutenzione stradale per cui chi governa questa governa anche i lavori per il rifacimento della segnaletica.

Con il rischio che se per ignoti motivi la segnaletica viene rifatta d'urgenza, rischia di essere rifatta ancora dopo i lavori di manutenzione con evidente sperpero di pubblico danaro. Ad esempio, ha colpito l'osservatore il fatto che in occasione del primo maggio, proprio per la beatificazione di Giovanni Paolo II, alcune strade del centro, dove strisce e segnali si erano pressoché stinti (meglio dire estinti) da tempi immemorabili, miracolosamente (è il caso di dire) ritrovassero i colori dell'efficienza, venendo rifatti in tempi davvero record per la capitale. Ma probabilmente quelle strade nei prossimi mesi dovranno subire interventi ben più radicali, se non altro per risistemare marciapiedi dissestati e sbrecciati, buche, avvallamenti stradali e toppe catramose, con l'inevitabile rifacimento della segnaletica stessa. Luminoso esempio di previdenza ed efficiente pianificazione dei lavori. Nelle foto che pubblichiamo si evidenzia anche l'effimera consistenza dei lavori fatti sinora che tendono a 'stingersi' nell'arco di poche settimane. Dal che si potrebbe evincere che sia stata usata più acqua che vernice, a meno che il traffico cittadino negli ultimi anni si sia esponenzialmente intensificato grazie ai benefici effetti della crisi economica e quindi al moltiplicarsi delle vetture in circolazione. 

Giuliano Longo