Lago, gli arenili restano abbandonati

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L’estate è ormai alle porte e gli arenili del lago di Castel Gandolfo sono abbandonati. I sequestri da parte della procura di Velletri dei circa 15 stabilimenti balneari, avvenuti nel 2007, hanno chiuso un florido capitolo per il lungolago. Gli esercenti furono dichiarati “abusivi” perché negli anni si sarebbero accaparrati illecitamente pezzi di demanio sul quale fecero sorgere ogni sorta di opere non autorizzate quali pontili, piscine, box in legno, cabine. Queste strutture furono in seguito demolite, rimosse dagli stessi ex gestori e a fine del 2008 il sindaco di Castel Gandolfo Maurizio Colacchi fece bonificare l’intera area. Di fatto, quattro anni fa i romani affollavano le spiagge, pulite e ben tenute dagli stessi gestori, dotate di tutti i confort che una cittadina turistica possa offrire. In questa stagione, tutti i giorni della settimana, centinaia di visitatori erano sdraiati sui lettini in riva al lago, «adesso mettono alla buona gli ombrelloni solo il fine settimana – dice Augusto, un cittadino –: gli ex gestori si arrangiano come possono perché la situazione delle concessioni degli arenili non è chiara e intanto aspettano delle soluzioni per poter riaprire le attività che hanno portato avanti per 40 anni». 

Anche Fausto, un altro residente, rimpiange i tempi passati quando l’ex sindaco del Pd Luciano Toti si prendeva cura del lago: «E' una desolazione – dice –. Purtroppo il sindaco Colacchi mi ha detto che non può fare niente per le sterpaglie perché è non responsabile dell’arenile». Nei fatti, la situazione non è poi così critica. I gestori potrebbero tornare a svolgere regolarmente la propria attività. Basterebbe consultare il bollettino ufficiale della Regione (Burl n°42 del 13/11/2010) dove sono indicati i costi dei canoni annui per la concessione demaniale che variano a seconda della destinazione d’uso. Basterebbe, poi, inoltrare la richiesta di concessione per attività balneare e aprire di nuovo gli stabilimenti. «I canoni sono alti per i gestori – dice Giampiero Tofani dell’associazione locale Codici – e se gli ex esercenti dovessero richiedere le concessioni, dovrebbero pagare gli anni arretrati di mancati versamenti. Sono cifre alte che non tutti possono permettersi. Allora c’è chi pianta ombrelloni alla luce del sole, ogni fine settimana, sfidando la sorte. Tanto al lago Albano non ci sono controlli perché regna l’abusivismo». 

 Maria Chiara Shanti Rai