La dura vita del pendolare

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Un’ora bloccati a Tor Di Valle: ritardi abissali verso il proprio posto di lavoro e pendolari inferociti. È stata di nuovo una giornata da terzo mondo sulla Roma-Lido, la ferrovia che collega il litorale alla Capitale. L’Agenzia della Mobilità ha usato una metafora meteorologica per spiegare i gravi disservizi avvenuti ieri mattina sulla tratta, parlando di “forti perturbazioni”, che hanno provocato una serie di ritardi a catena nella marcia dei treni.

A causare i disagi, un nuovo tentativo di furto delle trecce di rame che garantiscono il funzionamento del segnalamento sulla metropolitana. Anche se agli sfortunati viaggiatori che in quel momento si trovavano sui vagoni bloccati nella stazione alle porte della Capitale, gli addetti ai lavori hanno parlato di un guasto. Nonostante i problemi ai “semafori”, ha sottolineato Atac, il servizio è stato garantito ugualmente anche se con ritardi nella marcia dei convogli e aumento dei tempi di percorrenza.

«Il Comune sta perdendo il controllo della gestione del trasporto su ferro: – tuona Giuseppe Sesa, consigliere del Partito Democratico nel Municipio XIII – l’altro giorno i guasti sulla linea B, ieri la Roma-Lido che per l’ennesima volta lascia a piedi i suoi utenti. I racconti dei pendolari farebbero arrabbiare chiunque. Disagi che inoltre sono avvenuti proprio nell’ora di punta, quando migliaia di cittadini erano diretti ai propri posti di lavoro. Disservizi e guasti a parte siamo molto lontani dagli standard di qualità che una metro come questa dovrebbe garantire: primo tra tutti una maggiore frequenza soprattutto nelle ore di punta, che sarebbe logico portare almeno a sette minuti». «Alle ore 7 siamo arrivati a Tor di Valle e il treno non è più ripartito; – racconta Susanna, giovane universitaria diretta alla Sapienza – dopo ben un quarto d’ora bloccati nei vagoni super-affollati, ci hanno fatto scendere, attraversare i binari a piedi e salire su un altro mezzo. Siamo ripartiti quasi dopo un’ora ».

Valeria Costantini