Rassegnati al turismo mordi e fuggi

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Le scuole stanno per finire e l’estate, tempo variabile permettendo, è già iniziata. A Torvaianica, città al centro della campagna elettorale appena conclusa, i gestori di stabilimenti balneari, bar, ristoranti e pizzerie cominciano a fare i conti con un turismo che negli anni è cambiato.  Finiti gli anni d’oro in cui la città si riempiva di famiglie romane a partire dai weekend di maggio per trasferirsi per un mese intero a giugno, luglio o agosto, oggi le spiagge e le attività commerciali vivono di un turismo alternato, che si fa intenso dalla metà di luglio in poi.  «Le vacanze ora sono diventate settimanali – spiega Federico, proprietario di una storica pizzeria in centro – e Torvaianica manca di quelle strutture ricettive, soprattutto hotel che possano definirsi tali, adeguate a ospitare questo turismo. C’è poca gente, per noi non è cambiato nulla dall’inizio di maggio, continuiamo a lavorare solo nei weekend, e il tempo non ci aiuta».

Un meteo variabile che manda in fumo intere giornate di lavoro, soprattutto per chi, come Simone, ha una spiaggia con chiosco: «Da noi vengono soprattutto famiglie durante il giorno, mentre la sera ci sono più giovani, ma sono tutte persone del posto. L’unico canale che ci avvicina ai turisti è Zoomarine».  Il parco acquatico di Torvaianica ha infatti attivato convenzioni con alcuni hotel del territorio e porta in città un gran numero di persone, a beneficio dei gestori locali: «Quello di Zoomarine è l’unico turismo che abbiamo – conferma Serena, proprietaria di un ristorante vista mare – per il resto la nostra è una clientela locale fidelizzata nel tempo».  La cultura turistica di Torvaianica, quella legata al mare e alle spiagge, non gioca quindi a favore dei commercianti, costretti a puntare sulla gente del posto anche in estate. Eppure la costa pontina è ricca di risorse, il mare negli ultimi anni è più pulito, ma mancano quelle strutture in grado di attrarre giovani e famiglie a trascorrere qui le loro vacanze. Zoomarine è un buon punto di partenza, ma non può rimanere una cattedrale nel deserto.

Teresa Di Martino