Poste: ancora disagi nella Capitale

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Uffici postali nuovamente nel caos con terminali fuori servizio e anziani in coda nel tentativo di ritirare la pensione. È questo lo scenario che si presentava, stamane, a Roma.

Un problema di malfunzionamento dei computer, già registrato nei giorni scorsi, che, secondo alcuni dipendenti, risalirebbe al primo giugno, e che sta generando non pochi disagi alla clientela. In alcuni uffici postali le operazioni sono andate avanti a rilento, in altri sono state limitate al ritiro pacchi o del tutto sospese. «Ci scusiamo per il disagio, ma questo ufficio postale non potrà svolgere un regolare servizio, a causa di terminali fuori servizio» era il cartello esposto fuori da diversi uffici. Molti anziani, tuttavia, nonostante i cartelli, non hanno rinunciato ad aspettare fuori dai cancelli nella vana speranza che i terminali riprendessero a funzionare permettendogli di ritirare la pensione.

L'ufficio postale di Piazza San Silvestro a Roma, uno dei pochi a funzionare nella Capitale, questa mattina è stato letteralmente preso d'assalto, come spiega Gentili, responsabile delle operazioni agli sportelli: «Credo stiano venendo qui da tutto il Lazio. Noi non abbiamo avuto problemi perché utilizziamo ancora il vecchio sistema informatico, il passaggio al nuovo, quello che sta facendo registrare i disservizi, sarebbe previsto per il 14 giugno». «Per gestire l'emergenza – ha continuato il responsabile delle operazioni agli sportelli – abbiamo dedicato alcuni sportelli esclusivamente alle operazioni più richieste, nelle prime ore della giornata si è trattato soprattutto del ritiro delle pensioni e ora del pagamento dei bollettini postali». 

«Non è accettabile il perdurare dell'incredibile disservizio che sta ancora paralizzando gran parte del sistema informatico di Poste Italiane» è stata la dura presa di posizione del commissario Agcom, Gianluigi Magri, che ha poi proseguito: «Non è accettabile che tali problemi perdurino e non è accettabile che non vi sia una chiara disanima degli avvenimenti individuando le specifiche responsabilità. Nell'era della tecnologia e della comunicazione simili incredibili episodi minano non solo la capacità di garantire un pubblico servizio, ma anche la credibilità di chi dovrebbe garantirlo».