Invasione di ambulanti sulle spiagge

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Ambulanti vietati in centro, via libera all’invasione delle spiagge di Ostia. A breve il lido potrà tranquillamente essere ribattezzato “bancarellopoli”. Farà di certo discutere l’ordinanza balneare firmata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che, oltre ad utilizzare il litorale come discarica di cubature, ora ha dato campo libero anche ai venditori per un vero e proprio assalto agli arenili del Municipio XIII e di Capocotta. A stabilire la “migrazione” dei bancarellari della Capitale, è in particolare l’articolo 9 del documento sottoscritto dal primo cittadino, che detta le nuove regole per gli ambulanti dotati di strutture mobili a seguito. Nei municipi del centro storico sarà ora infatti più arduo per i commercianti, stabilire il presidio con gli stand visto il divieto ufficiale e le multe, salatissime.

Strada libera, e consigliata, invece verso il mare, trasformato in mercato a cielo aperto. In fila verso le spiagge di Ostia ci sarebbero già oltre 50 ambulanti, a cui il Dipartimento del demanio marittimo avrebbe già concesso i permessi di vendita. Saranno autorizzati a invadere gli arenili lidensi, gli esercenti dotati di permesso di soggiorno, documenti che testimoniano l’iscrizione alla Camera di Commercio e ovviamente licenza di vendita itinerante. Uniche limitazioni quelle relative alla sosta, che deve essere temporanea per evitare di ostruire la visuale sul mare per i bagnini.

«Mi chiedo come funzionerà questa regolarizzazione degli ambulanti – sottolinea Ginetto Pugliè, presidente Confesercenti del XIII – e se questa invasione significherà anche la necessità di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, anche sul mercato che c’è dietro questi venditori. Come al solito ci troviamo di fronte al solito provvedimento calato dall’alto: il Campidoglio non ha nemmeno pensato di interpellare i gestori degli stabilimenti balneari? Si sarebbe potuta concertare l’iniziativa, magari istituendo nelle strutture ricettive aree preposte per gli ambulanti. E meno male che c’è il decentramento», ironizza infine Pugliè.

Valeria Costantini