Discoteche aperte tutta la settimana. La rivolta dei residenti è alle porte

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Discoteche aperte sette giorni su sette. E la rivolta dei cittadini è alle porte. A stabilire i nuovi orari per i locali della movida di Ostia è una “delibera sperimentale”, già in vigore e che porta una vera rivoluzione per il litorale. Fino al 2010 infatti gli stabilimenti e i chioschi del lungomare lidense potevano promuovere serate solo tre volte a settimana, tanto che in diverse occasioni i gestori avevano lamentato un trattamento differenziato e penalizzante rispetto ai locali di Roma, come Testaccio o San Lorenzo, dove non vige alcuna restrizione su numero di iniziative e limiti di orario.

L’intento del presidente del municipio, Giacomo Vizzani, sarebbe quello di offrire al litorale le stesse opportunità degli altri quartieri capitolini protagonisti della movida notturna estiva, ma la polemica da parte di chi in discoteca non ci vuole andare e che piuttosto gradirebbe dormire senza sentire gli ultimi successi musicali, è già scattata. «Ora invece di non poter godersi  il sonno per un paio di giorni a settimana, saremo costretti alla veglia per tutta l’estate. – tuona Curzio Campomassi, presidente del Comitato Verde e Mare, portavoce dei tanti residenti nella zona del Lungomare Caio Duilio, le cui abitazioni si affacciano proprio di fronte ai più frequentati locali lidensi – Siamo esterrefatti dalla decisione presa dal Comune e dal Municipio XIII, perché prima non riuscivano nemmeno a limitare le emissioni sonore e ora tantomeno riusciranno a controllare feste e orari, visto che i gestori potranno fare quello che vorranno. Chiederemo un incontro con le istituzioni per protestare contro questa decisione assurda».

Dal Tredicesimo arrivano intanto le prime rassicurazioni sia sul monitoraggio dell’inquinamento acustico che sui controlli nelle discoteche e in generale sulla movida, provvedimenti emersi a margine dell’incontro svoltosi tra Vizzani e il Questore di Roma Francesco Tagliente: chi non rispetterà le regole, soprattutto per le emissioni acustiche, “vincerà” il cartellino giallo e la sospensione della licenza. Secondo quanto stabilisce la delibera sperimentale, i locali dovranno comunque garantire la riduzione dei limiti di inquinamento acustico del 30% dalle 3 del mattino e del 60% fino alla chiusura del locale. Niente più schieramenti da “esercito” sulle vie della movida: controlli per la sicurezza stradale sì, ma non con un dispiegamento repressivo come si era visto la scorsa estate, con pattuglie e mitra ad ogni angolo delle strade di Ostia. 

 Valeria Costantini