Tanta rabbia e commozione di soldi nemmeno l’ombra

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Commozione e rabbia ieri pomeriggio tra le lavoratrici Emmelunga-Aiazzone che hanno abbandonato, dopo oltre tre mesi, il presidio permanente presso il mobilificio di via Pontina. «Siamo rimasti in pochi – hanno detto – qualcuno ha mollato, altri hanno trovato un altro impiego, e l’impegno per una presenza 24 ore su 24 è diventato troppo oneroso». Voci strozzate, lacrime e tanta, troppa frustrazione per dover abbandonare un posto che per loro non ha significato solo il lavoro e lo stipendio a fine mese, ma la vita stessa: «Lasciare questo posto – ha raccontato una delle lavoratrici – vuol dire abbandonare una parte della mia vita. Dopo 31 anni è dura».

Donne e uomini che lì dentro, nei mobilifici Emmelunga e Aiazzone, ci hanno trascorso buona parte della loro esistenza, hanno stretto amicizie e relazioni, forti – lo hanno dimostrato – anche nei momenti di difficoltà. Ieri però hanno lasciato tutto, esausti. L’avvocato dello studio Scicchitano, curatore fallimentare di Holding dell’Arredo, ha fatto il sopralluogo di routine mettendo a verbale la decisione dell’assemblea. 

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