Scritte intimidatorie contro Verbano

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Alta tensione tra le militanze del Municipio XIII. A denunciare alcuni atti intimidatori verificatisi nei giorni scorsi, sono i collettivi de L’Officina e il Coordinamento Antifascista di Ostia. «Ennesima provocazione di Casa Pound dopo l'aggressione di Talenti – sottolineano le due associazioni di sinistra – La scorsa notte sono comparse diverse scritte minacciose, tra cui quella gravissima, contro la memoria di Valerio Verbano, studente di Montesacro, ucciso dai fascisti negli anni '70. Questo gesto segue altri episodi avvenuti nell'ultimo periodo. Come denunciato dal Coordinamento Antifascista Municipio XIII nella notte tra il 23 e il 24 aprile alcuni militanti di destra hanno recato l'ennesima offesa alla memoria della resistenza, bruciando la corona deposta sotto la lapide alla memoria del partigiano Lido Duranti in Piazza Capelvenere. Il giorno dopo hanno tentato di aggredire, in sette, armati di bastoni, alcuni militanti di Rifondazione Comunista che stavano attaccando i manifesti per l'iniziativa territoriale del 25 aprile».

«Raccontiamo questa escalation di eventi perché riteniamo che siano inevitabilmente collegati al clima avvelenato dell'ultimo periodo – dichiara Claudio dei collettivi autorganizzati – Le istituzioni, dal Municipio XIII alla Regione Lazio passando per il Comune di Roma, si devono assumere le proprie responsabilità: non possono continuare a patrocinare e finanziare delle organizzazioni neofasciste per poi chiudere gli occhi di fronte ad episodi di violenza».

Da Casapound la risposta alla provocazione diretta non si fa attendere. «Incredibile la fantasia di certi collettivi e coordinamenti antifascisti di Ostia, che inventano tentate aggressioni, scritte sui muri, atti intimidatori e addossano la responsabilità a CasaPound, con il chiaro tentativo di fomentare un clima di tensione e alimentare la logica degli opposti estremismi, per coprire gli atti di violenza reali compiuti dai loro compagni a Roma e a Napoli negli ultimi giorni – dichiara Luca Marsella, responsabile CasaPound del litorale romano – E' singolare che per una tentata aggressione armata non risulti alcuna denuncia, come è singolare che scritte sui muri, che sembrano opera della stessa mano che oltraggiò piazza Anco Marzio il 12 febbraio scorso quando venivano ricordati martiri delle Foibe e che non sono firmate da alcuna sigla, vengano ricondotte con estrema facilità a CasaPound, così come viene ricondotto senza alcun dubbio all'associazione l'atto vandalico su una corona di fiori che viene reso noto con dieci giorni di ritardo».

Valeria Costantini