Palestrina, dipendenti dell’ospedale sul piede di guerra

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La buona notizia del completamento della nuova ala dell'ospedale Coniugi Bernardini di Palestrina ha fatto venire a galla i difetti di un piano sanitario sproporzionato nei numeri: la vera emergenza resta la carenza del personale. Una situazione denunciata già mesi prima dell'inaugurazione di un anno fa dal sindaco e dal direttore sanitario e che si è riproposta in queste settimane in tutta la sua drammaticità. Sabato scorso i dipendenti si sono costituiti in un comitato di lotta spontaneo per rivendicare i propri diritti e chiedere l'adeguamento del personale interno. «Che ce ne facciamo di nuovi spazi se non c'è abbastanza personale denuncia una dipendente. Qui hanno voluto fare i conti senza l'oste».

Secondo il piano della Polverini, il Coniugi Bernardini dovrebbe gestire "a regime" 135 posti letto. Con l'apertura della nuova ala, i posti sono passati da 80 a un centinaio ma il personale è diminuito perchè chi è andato in pensione in questi mesi non è stato sostituito. E non sarà sostituito chi ha già presentato il piano ferie per la prossima estate.

A destare particolare allarme il Pronto soccorso dove oggi lavorano solo due infermieri per coprire tre turni, per una capacità stimata di 130 interventi al giorno.  Solo alla metà di questi si può dare risposta. I numeri scendono ancor di più in Ostetricia e Ginecologia, dove ci sono a disposizione meno di due infermieri costretti a dividersi tra la sala parto e il reparto, e in Endoscopia, dove un solo medico gestisce oltre 3.500 prestazioni all’anno. E se qui si parla di "collasso", negli altri reparti non va poi così meglio. Secondo i dipendenti, le sale operatorie riescono a stento a portare a termine sei ore di intervento al giorno. Persino l'amministrazione è in forte emergenza. All'interno è già scoppiato lo stato di agitazione. Oggi è previsto un vertice tra sindaco e direzione sanitaria per trovare una soluzione.

Carmine Seta