Fiumicino, centro di salute mentale rischia lo smantellamento

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A distanza di un anno e mezzo dalla sua ristrutturazione rischia la parziale demolizione il Centro di salute mentale di largo dello Spinarello. Il presidio, che offre un importante servizio non solo agli utenti con disagi psichici e mentali di Fiumicino ma anche a quelli degli altri distretti della Asl RmD, è stato completamente rinnovato grazie a dei lavori finanziati con una spesa di 980mila euro dalla Regione Lazio. La struttura, dopo interventi durati alcuni lunghissimi mesi, è stata consegnata alla collettività a novembre del 2009.

Tutto bene, dunque, fino a pochi giorni fa, quando una cooperativa che opera al centro insieme ai sanitari ha lanciato l’allarme demolizione in occasione dell’assemblea pubblica organizzata dalla Cgil Roma ovest sulla sanità. Perché, viene da chiedersi, parlare di smantellamento di un servizio efficiente e perfettamente funzionante? «Alla base della “necessità” di abbattere i nuovi locali ristrutturati del presidio vi sono le indicazioni del Piano regolatore generale e in particolare del Ppe, piano particolareggiato, che prevede una strada di collegamento tra la nuova viabilità e via della Foce Micina», spiega Paolo Calicchio, consigliere comunale del Partito democratico. La Asl, però, prima dell’esecuzione dei lavori possibili a seguito di un finanziamento regionale risalente a circa dieci anni fa, riconfermato dalla giunta Marrazzo nel 2006, aveva presentato una formale richiesta al Comune di Fiumicino per osservazioni al Ppe in cui chiedeva la razionalizzazione della viabilità, considerando irrinunciabile il servizio sanitario svolto dal centro. La ristrutturazione interessava i locali adiacenti, posti alle spalle del presidio, utilizzati come mensa, sala ricreazione e serra per le attività riabilitative dei pazienti. Era dunque stata avanzata una regolare richiesta con una Dia al Comune traianeo, che poi l'aveva concessa. 

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