Ostia, no alle antenne killer

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Bruno D’Attilia ha un carcinoma alla tiroide. Anche sua moglie e i suoi due figli hanno dovuto combattere contro tumori e passare un calvario simile. È solo una delle famiglie colpite dal male oscuro nella zona di via della Vittoria. È per loro, per gli altri malati del quartiere e per chi non ce l’ha fatta che ieri i cittadini riuniti nel comitato Parco della Vittoria-Silvio Messina, hanno urlato tutta la loro rabbia sotto la sede del Municipio XIII.

«Queste antenne ci stanno uccidendo», «9 antenne al giorno tolgono la vita di torno (la nostra)», «Sindaco ci stanno prendendo in giro», le scritte sui colorati cartelli esposti dagli abitanti parlano da sole. Nel mirino del comitato ancora una volta, i ripetitori posizionati sulla torre dell’Acea a Ostia Levante: nel 2007 sulle ben 24 presenti ne furono eliminate 15, ma sono le nove rimanenti a preoccupare i cittadini per le ripercussioni sulla salute della popolazione. Bruno e la sua famiglia vive in quello che è stato ribattezzato il “reparto oncologico”, il palazzo al civico 35 di via della Vittoria: qui ogni nucleo è stato colpito da tumori, come altri casi si registrano dei condomini adiacenti. «Quanta gente ancora dovrà morire prima che Comune e Municipio facciano qualcosa?», chiede Alessandra Perlusz, presidente del comitato che, dopo il sit-in di protesta ha seguito la commissione sicurezza convocata sul tema.

Imbarazzante e inconcludente come altri tavoli aperti sul caso Acea, con annesso scambio verbale acceso tra i consiglieri municipali, che ha costretto molti cittadini ad abbandonare l’aula al grido di «vergogna, vergogna». Risposte zero per i cittadini dall’amministrazione. Le centraline per il monitoraggio dell’elettrosmog dovevano essere installate da anni, ma persino il presidente Giacomo Vizzani, intervenuto nella riunione, non aveva ricevuto segni di vita dal Comune di Roma. «Le società di telefonia mobile hanno la legge e il coltello dalla parte del manico, – ha spiegato il minisindaco – noi però, tramite gli accordi di massima presi, possiamo segnalare siti alternativi per i ripetitori segnalati come non ben accetti dai cittadini stessi. Come sta avvenendo per l’antenna di via Bonucci a Ostia Antica, anche per il gruppo di impianti di viale della Vittoria stiamo cercando luoghi per la delocalizzazione». Insomma, delle centraline, tra rimpalli tra i dipartimenti di Roma e l’immobilismo del XIII, un nulla di fatto: stessa cosa per il possibile trasloco delle maledette antenne. 

 

Valeria Costantini