Tivoli, preso il maniaco delle prostitute

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Era il terrore delle prostitute. Un rapinatore seriale che le caricava in automobile, le aggrediva e le minacciava puntandogli un coltello alla gola per poi sottometterle psicologicamente al suo potere. Una metodologica criminale costata caro ad Antonio Bracci, 50enne pluripregiudicato, arrestato ieri dalla polizia di Tivoli con le accuse di rapina e violenza sessuale aggravata. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato di Tivoli, coordinati da Giancarlo Sant’Elia, in collaborazione con gli uomini della 4° Sezione del Reparto Volanti della Questura di Roma diretti da Eugenio Ferraro, Antonio Bracci è il responsabile delle violenze e delle rapine perpetrate tra l’ottobre 2010 al febbraio 2011 ai danni di diecine di prostitute operanti sulla Tiburtina, la Salaria, la Cristoforo Colombo e viale Guglielmo Marconi, a Roma. Raid che il malvivente metteva in atto nelle ore notturne da circa un paio d’anni evidenziando una metodologia sempre identica: le aggrediva in modo deciso, le minacciava puntandogli un coltello alla gola e le sottometteva psicologicamente al suo volere, dopo aver rubato la sim dai cellulari delle stesse. Il tutto con tracotanza, per nulla preoccupato dalle Forze di Polizia o delle conseguenze di un’eventuale denuncia a suo carico. Rapine seriali che con il passare del tempo hanno cominciato a essere sempre più temute, tanto che nel corso di normali pattugliamenti nelle vie dedite alla prostituzione, le forze dell’ordine ottenevano dalle meretrici la descrizione di una persona di sesso maschile di circa 50 anni, viso totalmente butterato, naso largo ed aquilino, corporatura robusta, capelli brizzolati, che dopo averle contattato e concordato prestazioni sessuali, si appartava con le stesse e sotto la minaccia di un coltello dopo averle violentate sessualmente, le rapinava. Incastrato dalle foto segnaletiche Antonio Bracci è stato associato nel carcere di Rebibbia con le accuse di rapina e violenza sessuale aggravata.

Mauro Cifelli