Anzio e Velletri: revocato blocco dei ricoveri a pediatria e ostetricia

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Scongiurata in maniera definitiva l'ipotesi di sospensione nei reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia annunciata nei giorni scorsi dalla Asl RmH negli ospedali di Anzio e Velletri. Quella che nei giorni scorsi era molto di più di una forte voce è diventata ieri realtà dopo la comunicazione ufficiale della direzione dell'azienda sanitaria, che finalmente ha rotto il proprio silenzio accogliendo positivamente l'intervento della Regione Lazio, che ha autorizzato l’assunzione a tempo determinato di cinque medici e l'utilizzo del personale infermieristico in mobilità proveniente dal polo H2 (Ariccia). Almeno per il momento può ritenersi superata l'empasse che vedeva bloccati i ricoveri e che aveva creato malumore e malcontento tra la popolazione residente e dei paesi limitrofi nonché l'intervento di molti politici a livello locale e regionale.

«La direzione aziendale», recita la nota diramata ieri, «esprime comunque preoccupazione per le condizioni di criticità interessanti i due presidi aziendali che non possono ritenersi superate, in quanto permane l’incertezza del mantenimento in servizio del personale con contratto a tempo determinato e ormai prossimo alla scadenza». Secondo l’Amministrazione anziate si tratta di una «scelta di buonsenso, anche se il sindaco Bruschini già aveva preannunciato questo scenario in virtù del suo impegno profuso, sia in Regione sia presso la Asl».

Come dire, eravamo tranquilli, ma forse se l’ufficialità fosse stata data qualche giorno prima ne avrebbero guadagnato tutti. E’ evidente che con i vertici Asl non corre buon sangue, ma anche per questo è da giudicare in maniera positiva l’incontro fissato per la prossima settimana tra il primo cittadino neroniano e il direttore generale Alessandro Cipolla, che si confronteranno sui problemi che ancora gravano sul “Riuniti”. «La revoca della sospensione di alcuni servizi è indubbiamente una bella notizia», commenta il consigliere comunale Aurelio Lo Fazio, «ma restano forti le nostre preoccupazioni su alcune lacune che permangono e che anche la Asl stessa ha evidenziato. Alcune prestazioni sanitarie continuano a essere carenti, in primis quelle relative alla patologia neonatale».