Turbogas di Colleferro, il progetto era stato modificato

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Ha inizio la battaglia. Entro poche settimane il comitato residenti del IV Chilometro e le associazioni ambientaliste del territorio della Valle del Sacco presenteranno un ricorso al capo dello stato contro la realizzazione della nuova centrale coogenarativa. Definiti gli ultimi accorgimenti tecnici, serve ora il sostegno della popolazione locale. Domani pomeriggio alle ore 19, Daniele Castri, referente delle associazioni già vincitore insieme all’avvocato Pino Lo Mastro della battaglia per l'inceneritore di Albano, sarà presso il bar del IV Chilometro per spiegare i motivi di questa resistenza legale, a oggi unica strada percorribile visto la scadenza dei termini per l'appello al Tar. 

 

Modifica del progetto e mancato rispetto dei termini per la pubblicazione degli atti, le due maggiori obiezioni mosse dai legali. Secondo l'accusa sarebbe stata apportata una modifica al progetto della Secosvim tale da comportare una sostanziale variazione dei parametri tecnici dell'impianto. Correzioni che secondo i giuristi non sarebbero state rese pubbliche secondo le prescrizioni normative. 

 

«Il riscontro di gravi difetti procedurali ci fa ritenere opportuno la presentazione di un ricorso – spiega Castri. L'iter normativo non ha rispettato alcune prescrizioni. C'è stata una modifica del progetto iniziale che non è stata comunicata adeguatamente alla popolazione residente che aveva il diritto di essere coinvolta. Non c'è alcuna giustificazione tecnica per il sovradimensionamento dell'impianto se non quella del mero profitto. Studi di settore dimostrano – conclude Castri – che la situazione igienico sanitaria di questo territorio è al collasso e non può supportare altri carichi industriali».

 

 

Carmine Seta