Mura aureliane: quegli strani graffiti che fanno paura

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A un anno dall'arresto di Danilo Speranza, guru della setta “Re Maya” di via dei Sabelli, una nuova preoccupazione si insinua negli abitanti di San Lorenzo. Tra inni all'amore e slogan anarco – insurrezionalisti, all'altezza del civici 3 e 6 in via di Porta Labicana, da un paio di mesi simboli inneggiano al satanismo. Un pentacolo rovesciato raffigurante la testa di un caprone inscritto in un cerchio, simbolo del rifiuto della perfezione e della sottomissione al Dio cristiano, e il richiamo più specifico a Satana: 666 cifra emblematica usata nella numerologia cristiana in riferimento al diavolo stesso.

Il tutto sovrastato della scritta “vermenara”, termine popolare usato per indicare una situazione di grande timore.  E ancora nel  raggio di 10 metri 666, croci al rovescio e altre scritte. Il tutto sulle Mura aureliane e sotto gli occhi esterrefatti dei residenti del quartiere. Anna, da oltre 20 anni a San Lorenzo, racconta di non aver visto nulla di sospetto se non «i soliti che fanno baldoria». «Sarà lo scherzo di qualche buontempone, però…» le risponde Mario, in via dei Marsi dal '72. Non è raro, infatti, il ricorso a simboli demoniaci usati come veicolo promozionale. 

Il Lazio è tra le tre regioni, dopo la Lombardia e l'Emilia Romagna, con il numero più alto di sette sul territorio mentre Roma è la seconda città più colpita dal fenomeno. Sarà un nuovo ordine massonico o l'ennesima provocazione di un gruppo hardcore?

 

Paola Filiani