Ex Fiera di Roma, in estate il progetto

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Verrà  presentato entro l’estate il progetto di riqualificazione dell’ex Fiera di Roma. Dopo anni di abbandono, l’area situata sulla Cristoforo Colombo, che conta una superficie di oltre 7 ettari, verrà tolta al degrado e riconvertita. Sulle modalità di riqualificazione, però, si prospetta un braccio di ferro tra Comune di Roma e Municipio XI. Quest’ultimo aveva approvato nel maggio dello scorso anno, dopo una fase di consultazione con i comitati cittadini, una delibera contenente le linee guida per la sistemazione dell’area.

Linee guida che non coincidono con quelle predisposte dalla Giunta comunale e rese note dall’assessore all’Urbanistica Marco Corsini a inizio anno. «La delibera approvata dal Comune arriva con tre anni di ritardo, anni nei quali la situazione dell’ex Fiera di Roma è rimasta ferma – dice il presidente del Municipio XI Andrea Catarci – attualmente sulla riqualificazione dell’area vi sono due ipotesi progettuali differenti, quella elaborata dal Municipio di concerto con i cittadini, che parla di costruzioni per massimo 120 mila metri cubi. Poi c’è l’ipotesi fatta dal Comune che si aggira intorno ai 290 mila metri cubi. Uno sproposito». Differenza sostanziale, dunque, quella relativa alle cubature previste.

Ma non solo. «Nell’ipotesi municipale avevamo indicato una possibile sinergia con la Regione Lazio con l’obiettivo di privilegiare la funzione direzionale di quell’area e non quella residenziale, che invece sembra essere la prospettiva del Comune», prosegue Catarci. La delibera approvata dal Municipio XI, infatti, indicava di destinare parte degli edifici, circa il 50% di quelli previsti, agli uffici della Regione Lazio, socia di Investimenti Spa, la società che gestisce l’ex Fiera di Roma. Questa scelta andava nella direzione di consentire un risparmio pubblico, visto che la Regione paga affitti onerosi per i propri uffici e consentiva, nello stesso tempo di abbassare l’impatto dell’operazione sulla mobilità di un’arteria fondamentale come viale Colombo. «L’assessore Corsini afferma per il 65% la priorità del residenziale,  rinunciando così a fare un’operazione basata sull’interesse pubblico, che coinvolga la Regione – spiega Catarci – Una cosa però mi rende fiducioso. L’assessore è interessato a fare una variante al piano regolatore, che prevede una fase di deduzione e una fase di controdeduzioni. Dunque Municipio, cittadini, associazioni e comitati, potranno partecipare e intervenire dentro una dialettica che, preannuncio, sarà molto serrata. Dal territorio ne vedremo delle belle». 

 

Valeria Ferroni