Castelnuovo, ancora proteste per gli immigrati

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Protesta ieri mattina al Cara di Castelnuovo di Porto dove una ventina di attivisti di Action si sono incatenati davanti  ai cancelli del centro per impedire al pullman, con a bordo almeno una cinquantina di richiedenti asilo diretti in Sicilia, di uscire. «Lo abbiamo fatto per impedire questa deportazione» ha detto Giovanna Cavallo, poco dopo, però il pullman è stato fatto passare da una uscita laterale per evitare  l’incontro con i manifestanti che comunque annunciano nuove iniziative. «Andremo a protestare davanti alla prefettura, a Palazzo Valentini», dicono. 

A disporre i trasferimenti dei richiedenti asilo dal Cara in un campo attrezzato di Mineo in Sicilia è stato il Ministero con l’avvallo del Campidoglio. Al loro posto nel centro di Castelnuovo è previsto l’arrivo dei nomadi sgomberati dagli insediamenti abusivi della Capitale. «La lista arrivata dal Ministero dell'Interno  – dicono dal Cir (consiglio italiano per i rifugiati) – contava 55 persone ma, dopo la segnalazione di casi vulnerabili da parte di alcune associazioni, la lista definitiva si è ridotta a 43 richiedenti asilo. Ieri solo in 29 hanno deciso di accettare il trasferimento». Dal Cir chiedono che vengano immediatamente sospesi i trasferimenti dei rifugiati politici verso Mineo a Catania, «centro di cui non si capisce la natura giuridica – sostengono – e che si pone assolutamente al di fuori delle attuali norme e della procedura d'asilo».  

E oggi a Riano in merito ai trasferimenti del Cara, è prevista una manifestazione di protesta di IdV, Sel e Fds che distribuiranno volantini informativi a tutta la popolazione. «Dall’emergenza rifiuti alla questione nomadi – dicono – il sindaco Alemanno tratta la provincia come una sorta di ‘dependance’ del Campidoglio. La decisione di utilizzare il Cara per i cosiddetti 'nomadi' romani, che nomadi non sono più da tempo, mandando i rifugiati che adesso vi soggiornano a Catania, è una cosa intollerabile e offensiva per la civiltà politica e per la dignità umana».