Pomezia, riesplode la protesta dei netturbini

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Mancata sicurezza sul lavoro, mezzi insufficienti e inefficienti, divise logore e non conformi, straordinari esagerati e non sempre pagati e per molti una situazione generale di assoluto precariato, con zero possibilità di avanzamento. Queste le condizioni lamentate dagli operatori del servizio di nettezza urbana di Pomezia, che ieri dopo le 10 del mattino hanno "incrociato le braccia", lasciando alcuni cumuli di spazzatura sulle strade e nei cassonetti del territorio comunale.

Una protesta che si ripete, dopo quelle avvenute l'anno scorso, e che spinge l'Amministrazione a richiedere al più presto un incontro con i rappresentanti della Cns, Consorzio nazionale dei servizi, società che gestisce ilservizio in appalto. «Ieri in Comune abbiamo incontrato insieme al sindaco circa una trentina di addetti», spiega l'assessore all'Ambiente Daniele Martinelli, «che hanno esposto le loro rimostranze e le loro perplessità in relazione al trattamento da parte dell'azienda. Sicuramente noi ci attiveremo per far luce sulla vicenda, d'altronde il capitolato ci imponedi controllare il servizio. Quindi esamineremo i vari aspetti della situazione, augurandoci che si possa trovare riscontro positivo da parte della società. Sicuramente ci sono delle cose che non vanno e chesono difformi dal capitolato, come le condizioni di sicurezza sul lavoro o gli eccessivi straordinari cui sono sottopostigli operatori. Noi ci stiamo attivando a tutela dei lavoratori ma non possiamo intervenire in prima persona, devepensarci la Cns». 

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