Technicolor, mercoledì sit-in in Regione

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Hanno scioperato un’intera giornata i lavoratori della Technicolor: dalle 22 di domenica fino alle 22 di ieri, per chiedere all’azienda di recedere dai 75 licenziamenti annunciati prima di Natale. Hanno manifestato presso il Ministero delle Attività Produttive, mentre domani dalle 10 alle 12 saranno in sit-in davanti alla Regione Lazio.  «La mobilitazione è stata indetta – spiegano Cgil, Cisl, Uil – anche perché, dall’inizio della procedura di licenziamento a oggi, si continua a far lavorare gli impianti quasi tutti i sabati e le domeniche con numerosi turni di straordinario e perché l’andamento della produzione, è assai superiore alle previsioni aziendali che motivavano la procedura del licenziamento collettivo».

La Technicolor S.p.a. è una società facente parte di un gruppo multinazionale e opera in Italia nel settore dell’industria cinematografica e televisiva da più di 50 anni. In questo periodo subisce la crisi dell’intero settore: la riduzione dei volumi di produzione dei prodotti fotosensibili per la progressiva sostituzione della pellicola con il digitale. Ma nessuno poteva immaginare un dramma di questa portata. La notizia del licenziamento è stata appresa all’improvviso dai dipendenti della Technicolor di via Tibutina, tutti lavoratori di età compresa tra i 30 e i 40 anni. Personale per il quale non è stato previsto alcun programma professionale di riconversione verso le nuove tecnologie digitali.

A preoccupare gli operai è anche la totale assenza di ammortizzatori sociali, visto che per questi lavoratori la cassa integrazione è prevista solo in deroga e l’azienda è disposta a concederla solo nel caso in cui, per coloro che ne usufruiscano, si proceda comunque al licenziamento. Una situazione inaccettabile per i sindacati, che ricordano che le risorse per la cassa integrazione ci sarebbero, per ammissione della stessa Regione Lazio. Proprio per questo i dipendenti Technicolor chiedono, innanzitutto, all’Amministrazione regionale di esercitare una pressione sull’azienda affinché vengano concessi almeno gli ammortizzatori sociali.

«Siamo disponibili a concludere un accordo teso a far riassorbire il maggior numero possibile di lavoratori anche in settori diversi  – dichiara Massimo Luciani, segretario regionale Flc Cgil – ma non intendiamo in nessun modo avallare l’espulsione dei dipendenti dalla Technicolor e tantomeno un modello organizzativo aziendale basato sull’assenza di regole e su carichi di lavoro inaccettabili, come sta avvenendo in questi giorni nell’azienda». Sulla vicenda è intervenuto ieri anche il capogruppo regionale dell’Italia dei Valori del Lazio, Vincenzo Maruccio, che ha annunciato una mozione in consiglio regionale «per garantire a questi operai altamente specializzati la permanenza in azienda attraverso un percorso di riqualificazione».

  

Francesca D’Amico