C-Day: per la Costituzione, per l\’Italia, per noi

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Un lungo striscione a serpentone verde, bianco e rosso ne ha attraversato il cuore della città giungendo festosamente verso piazza del Popolo sabato a Roma. Migliaia di persone scese in strada per proclamare in ogni modo il loro "viva la costituzione", e per ricordare insieme l'indipendenza della magistratura e il valore di una istituzione della scuola pubblica. Il tutto a meno di due giorni dalla presentazione della riforma della giustizia e a pochissimi dai festeggiamenti ufficiali per i 150 anni dell'Unità del nostro paese.

Canzoni, cori e striscioni animano la strada, niente bandiere di partito, poi la grande festa in Piazza del Popolo con Ascanio Celestini, Monica Guerritore, Roberto Vecchioni con il suo inno "Chiamami ancora amore" e tanti altri. Sono i tanti modi per ricordare il valore della costituzione repubblicana, nata nel 1948 ma ancora capace di portare solidi valori e certezze profondamente democratiche a tutto il paese.

Chi manifesta, giovani, adulti con bambini e tanti anziani dalla mente giovane, lo sa e lo dimostra nelle interviste con gioia e serenità, nonostante la nostra Carta fondamentale viva da qualche tempo una stagione difficile e di insidie, tra minacce di riforme "violente" e una troppo scarsa considerazione istituzionale.

Uno scenario, quella romano, che si è ripetuto oggi anche a Milano, in piazza Cairoli, e in altre 80 città italiane. Ma è stata ancora una volta Roma, dopo una settimana d'inferno, a vivere i disagi delle manifestazioni. E anche oggi il traffico e la circolazione delle auto ne hanno risentito: oltre alla grande manifestazione in centro stamattina il sit-in davanti al ministero dell'Istruzione e oggi pomeriggio la presenza della comunità islamica in Piazza Santi Apostoli per esprimere la solidarietà al popolo libico hanno inferto un altro duro colpo alla pazienza dei romani. (5web)